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Accoltellò in viso un dipendente

Richiesti i domiciliari. Per il tribunale i tempi sono prematuri

Tribunale Giustizia - foto di repertorio

Prima udienza lo scorso 9 ottobre del processo in cui è imputato per tentato omicidio Giuseppe Sanino di Salmour.
L’8 maggio, all’interno dell’officina di cui è contitolare, aggredì un collaboratore, un uomo di 47 anni residente a Cherasco. Gli si avventò contro accoltellandolo tra l’orecchio e la mandibola e inseguendolo cercando di colpirlo con una sbarra di ferro. Sembra che fosse stufo del fatto che gli dicesse che “aveva molti soldi”.
In aula il suo avvocato, Pier Carlo Botto ha chiesto ai giudici di concedergli i domiciliari. “È rinchiuso nel carcere di Cuneo ormai da cinque mesi - ha detto -, dove è stato minacciato e picchiato da altri detenuti. Si tratta di una persona incensurata”. Il procuratore Onelio Dodero si è opposto alla richiesta. “Mi sembra prematura - ha detto -. Il tribunale al momento non ha elementi sui quali poter decidere in tal senso”. Lo stesso il legale di parte civile, Roberto Ponzio: “Non ha rivolto neppure una scusa alla vittima, che porta ancora sul volto i segni delle ferite”. I giudici hanno respinto la richiesta e rinviato all’udienza del 23 ottobre.

Barbara Morra