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Offensiva turca in Siria: colpiti ospedali, scuole, impianti idrici

Dal nord-est della Siria da arrivano le drammatiche testimonianze degli operatori dell'ong italiana "Un ponte per"

Foto Sir

“Poco fa è stato bombardato dai turchi il villaggio curdo di Khatuniya, nell’area di Tirbe-Spi (Qahtaniya), a est di Qamishlo. È stata colpita anche una chiesa siro-ortodossa. Fortunatamente non si hanno notizie di morti e feriti”. Sono le ultime notizie che giungono dal fronte del nordest siriano, abitato prevalentemente dai Curdi, dove è in corso da 48 ore l’offensiva turca, denominata “Peace Spring” (fonte di pace). A rivelarle al Sir gli operatori dell’ong italiana “Un ponte per” presente nella zona con il partner locale, la Mezzaluna Rossa curda. Notizie di attacchi arrivano anche da altre zone come Ain Issa, Derbesiye, Gire Spi, Sere Kaniye, Kadurbah (Qamishlo). Il ministero della Difesa di Ankara ha annunciato che è stato ucciso il primo soldato turco dall’inizio delle operazioni della Turchia nel nord-est della Siria. Altri tre sono rimasti feriti. Ieri le forze curdo-siriane avevano dichiarato che cinque militari turchi erano stati uccisi nelle ultime ore. Fonti militari curde riferiscono di almeno una decina di morti tra la popolazione civile.
Lo staff internazionale della ong parla “per ora di oltre 65mila sfollati dalle zone del nord-est siriano”. Numero destinato a salire rapidamente se le operazioni di guerra proseguiranno, e che andrà a sommarsi agli oltre 11 milioni tra sfollati interni e rifugiati in altri paesi... continua a leggere

Daniele ROCCHI (fonte SIR)

 

Le reazioni in USA

L'operazione lanciata da Erdogan ha suscitato proteste negli USA, anche all'interno del Partito Repubblicano. Il ritiro delle truppe dal Nord-Est della Siria è considerato un errore strategico che oltre alle conseguenze esterne ha evidenziato la profonda divisione tra la segreteria di Stato (ministero degli esteri), che considera la Turchia elemento stabilizzante della zona, e il Pentagono (ministero della difesa) che al contrario considera i curdi “compagni d’armi” nella lotta contro l’Isis. Qui l'articolo di approfondimento.