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Tutto il mio folle amore

Tutto il mio folle amore

Di Gabriele Salvatores; con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian.

Trentadue anni dopo uno dei migliori film italiani dedicati al viaggio (“Marrakech express”, 1987) e a quasi dieci da “Happy family” (2010), simpatico e surreale spaccato famigliare del XXI secolo, Salvatores torna ad affrontare i temi del viaggio e della famiglia, intrecciandoli in questo caso in un film intenso e delicato, una pellicola “on the road” e “in the family”.
Presentato Fuori concorso alla 76ª edizione del festival del Cinema di Venezia e liberamente tratto dal romanzo di Fulvio Ervas “Se ti abbraccio non aver paura” (ed. Marcos y Marcos), il film è la storia di Vincent, un sedicenne affetto da un grave disturbo della personalità che vive con la madre Elena (una Valeria Golino, ottimamente in parte, apprensiva, asfissiante e discretamente egoista come certe madri di oggi sanno essere) e il di lei compagno Mario (un Diego Abatantuono che sembra aver riscoperto il piacere della recitazione). Il padre biologico, Will “s’è dato” come direbbero a Roma non appena saputo che Elena era incinta, abbandonando madre e (futuro) figlio al loro destino.
Ma un bel giorno Will (un superbo Claudio Santamaria) che di mestiere fa il cantante di balera ed è conosciuto come il “Modugno della Dalmazia” ricompare improvvisamente a casa di Elena con il desiderio di vedere il figlio (un Giulio Pranno che, seppur esordiente, si rivela interprete magnetico e con un grande futuro dinnanzi). Com’è logico che sia, la comparsa di Will farà precipitare i fragili equilibri familiari, quelli di Vincent in primo luogo, scatenando una serie di reazioni importanti e inattese che porteranno alla riscoperta del rapporto padre-figlio.
Il film, al netto di qualche tirata retorica e qualche stereotipo di troppo, regala momenti di emozione vera e sincera e la colonna sonora curata da Mauro Pagani con musiche originali ed altre accuratamente selezionate, dà un tocco in più ad una pellicola dolce, imperfetta ma, nel complesso, emozionante. Da vedere.