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La passione bianca di Gianluca Fruttero

Fruttero Gianluca Molino DD03

“Nato nella farina”. Così si definisce Gianluca Fruttero terza generazione di una famiglia di mugnai che nel 1930 vede suo nonno Michele, originario di Tagliata, acquistare da un fallimento il molino di via Cuneo 139 in frazione San Sebastiano fin dal 1912 di proprietà dei Testa.
Michele ha nove figli, tra cui Francesco (classe 1931) padre di Gianluca, e la forza lavoro di certo non gli manca.
Al molino, guidato da Francesco e Giuseppe, viene affiancata fino agli anni Ottanta una falegnameria poi trasferita a Cussanio e gestita da alcuni dei loro fratelli. Francesco muore prematuramente nel 1999 e lascia al giovane Gianluca, entrato in azienda a poco più di vent'anni, il fardello di proseguire l'attività.
La passione arriva da sola, “lievita” in Gianluca e dopo il biennio all'Iis di Fossano, il giovane Fruttero si diploma alla scuola di Arte Bianca (molitoria e pasticceria) di Torino, unica in Italia ma purtroppo chiusa da tempo. Oltre alla teoria, con materie da svolgersi in laboratorio e fondamentali per capire la tipologia di farina che si ha tra le mani, la scuola prevede stage pratici in molini sul territorio. Per Gianluca una buona base di preparazione da mettere in campo a casa sua.
Oggi il Molino Fruttero Francesco&C., con al timone Gianluca affiancato da tre dipendenti, è una realtà consolidata che si fregia del titolo di “Eccellenza artigiana” e che si sviluppa su una superficie coperta di 1.500 mq con una produzione di 120 quintali giornalieri di farina macinata a cilindri e 40 quintali a pietra, con punto vendita e laboratorio annessi.
L’attività è caratterizzata da una filiera corta “a km zero” costituita da un gruppo di 25 agricoltori che, da sette anni, collabora con Gianluca fornendo i cereali per la molitura delle varie farine. I grani di seme italiano, coltivati a due passi dal molino, non soffrono lo stress di lunghi viaggi né il rischio di stoccaggi incontrollati e vengono conservati in silos senza stabilizzanti chimici.
La macinazione a pietra è storia antica e, in tempi recenti, viene ripresa da Gianluca. Fino agli anni Cinquanta il molino, nato a ridosso della bealera di Bra diramazione della Stura, grazie al suo palmento, era in grado di produrre energia elettrica per l'intera frazione. Ancora oggi, a impianti spenti, in accordo con Enel, fornisce energia pulita, green.

Intervista completa su La Fedeltà del 30 ottobre.