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Il Sinodo è un punto di non ritorno, ora il cammino prosegue insieme

Intervista a don Damiano Raspo: ha partecipato al Sinodo per l’Amazzonia che si è chiuso a Roma il 27 ottobre

don Damiano Raspo

Abbiamo incontrato don Damiano Raspo, di passaggio a Fossano dopo aver partecipato al Sinodo per l’Amazzonia che si è chiuso (in attesa del documento del Papa) domenica 27 ottobre a Roma. Ora don Damiano ritorna in Amazzonia ancora per qualche mese in attesa di rientrare definitivamente nella diocesi di Fossano all’inizio del prossimo anno.
Tu l’hai vissuto dal di dentro, che clima hai respirato al Sinodo? Il Papa nell’omelia della messa di chiusura ha detto: “È stato bello, cari padri e fratelli sinodali, aver dialogato in queste settimane col cuore, con sincerità e schiettezza, mettendo davanti a Dio e ai fratelli fatiche e speranze”.
Ottima fotografia! Io l’ho vissuto tra dentro e fuori: “dentro” c’erano solo i padri sinodali, io ero “fuori”, facevo parte della delegazione Repam (Rete ecclesiale panamazzonica) che forniva consulenza teologica ai vescovi. Come era già accaduto nella stesura dello Strumento di lavoro (il documento che è servito come base di partenza per la discussione nel Sinodo), si è creata una bella “cerniera”.
Bella la domanda sul clima: sì, abbiamo respirato la crisi climatica odierna, ma anche le tante crisi di oggi e abbiamo percepito una Chiesa che pulsa con esse. Il Papa nella messa di apertura ha parlato di fuoco: il riferimento è sicuramente agli incendi che devastano l’Amazzonia, ma anche al fuoco del vangelo, che riscalda e rende viva la Chiesa in Amazzonia.
Quali sono stati i grandi temi dibattuti?
I punti del documento finale sono 120, i temi sono una ventina. Quello di fondo è il cosiddetto “cambio di paradigma” già contenuto nella «Laudato Si’» di Papa Francesco, cioè il passaggio da una visione antropocentrica ad una centrata sulla creazione. In alcuni paragrafi si arriva a parlare di diritti della natura superando così anche il concetto di stato nazionale. Si tratta di un cambio epocale che richiede tempi lunghi, perché oggi, come ha detto Papa Francesco in più occasioni, “non viviamo un’epoca di cambiamenti quanto un cambiamento d’epoca”. Quindi dobbiamo prenderci a cuore la creazione...

Intervista completa su La Fedeltà del 6 novembre