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Maltempo, cinque parlamentari chiedono lo stato di calamità per la Granda

Deputati e senatori del Centro-destra. E il presidente della Provincia Federico Borgna scrive al premier Conte

La conferenza stampa in Senato

Riconoscere alla provincia di Cuneo lo stato di calamità naturale. E “al primo Consiglio dei ministri utile” stanziare “100 milioni di euro per il ripristino immediato delle infrastrutture primarie, la manutenzione straordinaria delle principali arterie viarie, l’indennizzo per famiglie, imprese e comuni”. È la richiesta al governo presentata mercoledì in Senato dai parlamentari del Centro-destra Giorgio Bergesio, Marco Perosino, Monica Ciaburro, Enrico Costa e Flavio Gastaldi.
In parallelo con lo stato di calamità, i cinque parlamentari chiedono  “la nomina di un Commissario che acceleri il completamento di opere indispensabili già finanziate ma bloccate come l’Asti-Cuneo, la tangenziale di Fossano, la variante di Demonte, il Tenda Bis e i valichi che collegano con la Francia e la Liguria”. Opere che hanno attraversato diversi governi, di Centro-sinistra e di Centro-destra, ma che per Giorgio Bergesio rappresentano la fotografia di un “Nord Ovest abbandonato dal governo che oggi ha la possibilità, invece, di dare un segnale importante decidendo di sostenere la nostra Provincia”. Conclude Bergesio: “Se guardiamo ai numeri, infatti, 600mila sono gli abitanti di Cuneo, 3.500 strade provinciali, 80mila le imprese iscritte alla Camera di commercio, che a fronte dei collegamenti compromessi, pesano in modo drammatico per le ricadute economiche sulle imprese del territorio e quindi sul Pil nazionale”.

Toni diversi, ma altrettanta preoccupazione per il presidente della Provincia Federico Borgna, che ha inviato una lettera al premier Conte “sulla grave situazione in cui si trova il territorio della Granda a causa dei forti ritardi infrastrutturali che da anni viviamo e che il grave evento meteorologico dei giorni scorsi ha reso pressoché drammatica”.
Dopo il crollo di parte del viadotto di Altare sulla Torino-Savona, che solo per un caso fortuito non ha causato vittime, “quello che sta emergendo - afferma Borgna - è un panorama desolante. Oltre ad essere in ginocchio a causa di alluvioni e maltempo, oggi la nostra provincia rischia il totale isolamento finendo schiacciata dai blocchi burocratici. Il crollo della Torino-Savona ci isola da sud, l’autostrada Asti-Cuneo è bloccata, i lavori al Colle di Tenda sono fermi, quelli per la Variante di Demonte non partono e il Colle della Maddalena è chiuso”.
Il grido di allarme del presidente della Provincia è stato inviato anche al ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli e al sottosegretario all’Interno, Achille Variati e si conclude con tre inviti: tornare in provincia di Cuneo per valutare di persona se ci sono stati o no quei passi in avanti che Conte stesso aveva auspicato nella sua visita al cantiere (tuttora fermo) dell’autostrada Cuneo-Asti; dare un segnale forte di attenzione al territorio cuneese sospendendo il prelievo statale alla Provincia per almeno 5 anni, così da permetterle di risolvere almeno in parte i problemi di ordinaria manutenzione delle strade provinciali su cui si sta riversando oggi tutto il traffico; fare suo l’appello affinché il problema delle tante infrastrutture stradali bloccate per ragioni burocratiche possa trovare una rapida soluzione.