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Ultimo libro di mons. Derio Olivero, la presentazione a Fossano

Venerdì 6 dicembre alle 20,45 nella sala polivalente del castello, in una serata pubblica promossa da “la Fedeltà” e dall’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”

È in libreria una nuova pubblicazione di mons. Derio Olivero, fossanese, vescovo di Pinerolo. “Il gusto della vita” - questo il titolo del volume edito da Effatà (al costo di 13 euro) - raccoglie riflessioni su temi come la bellezza, la festa, il tempo, i sensi, il desiderio. Il libro viene presentato a Fossano venerdì 6 dicembre alle 20,45 nella sala polivalente del castello, in una serata pubblica promossa congiuntamente da “la Fedeltà” e dall’associazione culturale “L’Atrio dei Gentili”, in collaborazione con la libreria Stella Maris e con il patrocinio del Comune di Fossano. Durante la serata (che è a ingresso libero) dialogano con l’autore Mirella Vatasso, Mirella Ribero, Paolo Baggia e Luca Burdisso; inserti musicali a cura di “Voci fuori dal coro”, modera Walter Lamberti.

I contenuti spiegati dall’autore
È lo stesso autore a portarci all’interno di questo suo nuovo volume: “Che cosa ci serve per vivere? Non per sopravvivere (per questo basta un po’ d’aria e un po’ di cibo), ma per desiderare la vita, per crederci, per volerla davvero. Alcuni dicono che per vivere sia necessario saper soffrire; altri ritengono che basti avere una buona forza di volontà; altri ancora osannano la rassegnazione, consigliando di non farsi troppe domande, di accettare passivamente e di accontentarsi; altri sottolineano il dovere, l’obbedienza alle leggi, ai supremi princìpi.
Io credo che per vivere occorra trovare qualcosa di bello. Sì, la cosa fondamentale è trovare qualcosa di bello nel lavoro, nelle relazioni, nella casa in cui abiti, nel paese dove risiedi. Trovare qualcosa di bello, che ti attragga, ti appassioni, ti metta in moto. Trovare qualcosa di bello che ti faccia toccare con mano il gusto della vita. Senza gusto, senza sapore, senza senso la vita diventa un’inutile condanna. Ci vuole qualcosa di bello che tocchi i tuoi sensi e ti riaccenda il desiderio. Affinché la quotidianità non diventi banale e asfissiante. Spesso la vita sembra insipida. E ci stanca. Come mangiare una minestra senza sale. Per questo dobbiamo lavorare per trovare le «cose belle». Che sono stelle che illuminano le nostre notti. E riaccendono la vita”.