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Veglia di preghiera per la pace

Appuntamento venerdì 6 dicembre al Santuario “Regina Pacis” di Fontanelle

Statua della madonna del santuario di Fontanelle

Venerdì 6 dicembre alle 20.45 al Santuario diocesano “Regina Pacis” di Fontanelle, si svolge la veglia interdiocesana di preghiera per la pace nel mondo, promossa dalle diocesi di Cuneo e di Fossano, e dalla Commissione interdiocesana Giustizia e Pace. Animata dal coro interparrocchiale “Pacem in terris” di Cuneo, ospiterà le testimonianze di Ilaria Lamberti e Silvia Abbà, volontarie di Operazione Colomba dell’associazione Papa Giovanni XXIII, nei campi profughi del Libano, a contatto con coloro – e sono quasi 20 milioni nel mondo ogni anno – che a causa delle guerre devono lasciare con tanta sofferenza la loro terra.
La loro testimonianza rafforzerà la verità delle parole appena pronunciate da papa Francesco durante il recente viaggio in Giappone: “Come possiamo parlare di pace mentre costruiamo nuove e formidabili armi di guerra? Come possiamo parlare di pace mentre giustifichiamo determinate azioni illegittime con discorsi di discriminazione e di odio? Una preghiera, quindi, che vuol farsi denuncia e impegno.
Un momento grave per il mondo
“Quello che stiamo vivendo è un momento grave per il mondo”. A partire da questa consapevolezza Papa Francesco nel mese di settembre ha scritto un forte messaggio ai rappresentanti delle Chiese e Comunità cristiane e delle religioni mondiali riuniti a Madrid per il 33° incontro di preghiera per la pace, organizzato congiuntamente dalla Comunità di Sant’Egidio e dall’Arcidiocesi di Madrid. Papa Francesco sottolinea come nei primi due decenni del XXI secolo abbiamo assistito allo spreco di quel dono di Dio che è la pace, dilapidato con nuove guerre e con la costruzione di nuovi muri e nuove barriere. Ha ricordato ancora una volta che la pace va continuamente cercata e incrementata di generazione in generazione con il dialogo, l’incontro e la trattativa, ed è “insensato, nella prospettiva del bene dei popoli e del mondo, chiudere gli spazi, separare i popoli, anzi contrapporre gli uni agli altri, negare ospitalità a chi ne ha bisogno e alle loro famiglie”.
Ciò che sta succedendo attorno a noi ci mostra che purtroppo questa è la strada per fare “a pezzi” il mondo, usando la stessa violenza con cui si rovina l’ambiente e si danneggia la casa comune, che chiede invece amore, cura, rispetto, così come l’umanità invoca pace e fraternità. La storia ci dice che la casa comune ha bisogno di “porte aperte che aiutino a comunicare, a incontrarsi, a cooperare per vivere assieme nella pace, rispettando le diversità e stringendo vincoli di responsabilità”. Francesco, infine, ricorda che per i credenti “la preghiera è la radice della pace”, perché ci unisce nel comune impegno per un mondo più fraterno e ci rafforza nel cammino arduo ma possibile per sradicare il virus della violenza nei nostri cuori e attorno a noi.