Occhi solo per lei

Il vangelo dell'Avvento - 2ª domenica

L'Annunciazione del pittore Arcabas

Quando dobbiamo dire qualcosa a una persona, possiamo farlo scrivendo: se si tratta di precisare i turni di lavoro in un’azienda, è sufficiente compilare una tabella; se bisogna ricordare agli amici l’orario di ritrovo per una gita in montagna, basta inviare un sms. Se invece ci mettiamo a parlare, assistiamo all’entrata in scena di un insieme di elementi che la scrittura non può considerare: il tono della voce, il tipo di sguardo, la postura del corpo e il differente modo di respirare di chi sta articolando le parole. Questi tratti poi emergono nella loro evidenza ogni qualvolta esiste un legame tra i soggetti in relazione. Così, se un figlio dovesse dare notizia del goal ad un ultras “travestito da papà”, non si limiterà a sussurrare: “1 a 0”, ma metterà in moto energie vocali, facciali, motorie e respiratorie adatte a quel tipo di annuncio. All’opposto, se dovesse comunicare ai genitori un 4 in matematica, voce, viso, corpo e fiato avrebbero decisamente una gradazione differente. In riferimento al Vangelo di Luca, se si fosse trattato di una semplice informazione, non sarebbe stata necessaria la figura di un angelo ad annunciare a Maria il desiderio presente nel cuore di Dio di vederla Madre di suo Figlio.

Il pittore Arcabas, nell’olio su tela “L’annonce fait a Marie”, se ne era accorto: traduce infatti in pittura quei tratti che in una relazione tra due persone dicono la presenza di un affetto. Nell’opera, l’angelo sembra essere arrivato di corsa in casa di Maria dopo un lungo viaggio, sfiancato: la mano sinistra è floscia e con la destra si tiene il collo, come quando un uomo ha il fiatone per aver fatto una sfacchinata, o è in apprensione perché in attesa di un responso. Affaticato o preoccupato che sia, non si regge in piedi e un ginocchio cede; forse sta pensando: “Finalmente t’ho trovata!”, e dalla sua bocca il pittore fa uscire un sospiro; oppure sta vivendo un tormento: “Dirà di sì? Dirà di no?”, e dalla bocca esce timore. Gabriele è disegnato di profilo con due occhi spalancati, e non uno soltanto come il profilo umano vorrebbe; come mai questa scelta? L’angelo non ha occhi se non per lei, per dire che tutto lo sguardo di Dio è per Maria: il suo desiderio vuole raggiungere proprio quella ragazza ritratta seduta, ma senza la sedia. Maria rimane “sospesa per aria” davanti alla voce, al viso, al corpo e al fiato dell’angelo: come ogni ragazza giovane, anche lei “vola” perché si sente desiderata. Ecco l’Immacolata concezione: impossibile perfino a Dio a questo punto concepire Madre migliore. Maria nello spazio della sua libertà si fida dell’annuncio dell’angelo e diventa Madre di Gesù ma anche di ogni credente, chiamato come lei a giocarsi la vita nella relazione con suo Figlio. Stando al dipinto, il cui pavimento a rombi ricorda una scacchiera, la prima mossa è stata fatta; tocca a ciascuno proseguire nella partita.

Paolo Tassinari