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Strade e scuole, così non va bene

Amministratori della Granda e sindaci: "Pochi i fondi che Roma restituisce alla provincia"

Amministratori della Granda durante il convegno su strade e scuole

No, così non va bene. Un fiume di contributi esce dalle tasche dei residenti nel Cuneese e va a Roma, che alla stessa Granda “restituisce” pochissimi fondi per la manutenzione ordinaria di strade e scuole, complice il criterio perlomeno discutibile con cui si definisce la ripartizione delle risorse da destinare alle province.
E non finisce qui se di contraddizioni si vuol parlare. A fronte degli scarsissimi fondi che ha a disposizione, la Provincia di Cuneo deve occuparsi di una quantità enorme di strade: di tutto l’asfalto che attraversa la Granda, solo una trascurabile percentuale è in capo ad Anas. Quanto alle scuole, basti citare come da ben 30 anni nel Cuneese non se ne costruisca una nuova.

L’incontro di Saluzzo
Sono problemi che gli amministratori della Provincia denunciano da tempo. Ora il Consiglio provinciale sta portando avanti una battaglia per una più equa ripartizione dei fondi a favore del territorio, nella quale sono coinvolti numerosi sindaci. Lo ha confermato l’incontro dello scorso 2 dicembre a Saluzzo, dove si è conclusa una sorta di percorso a tappe lungo la Granda che ha permesso al presidente della Provincia Federico Borgna di “sondare l’opinione dei sindaci su quella che è la ripartizione dei finanziamenti alle Province, valida per i prossimi 15 anni”.
Quale sia l’opinione dei sindaci è quasi scontato. All’incontro a Saluzzo c’erano i primi cittadini di Verzuolo, Casteldelfino, Caramagna Piemonte, Polonghera, Venasca, Envie e Saluzzo che insieme hanno testimoniato il loro malcontento.
Qualcuno in sala ha alzato la voce puntando il dito contro i parlamentari eletti in provincia. “Scrivetelo - ha detto rivolgendosi ai giornalisti presenti - che si fanno vedere solo per prendere voti e poi spariscono”.
Ma non di sola politica vive la polemica. A Saluzzo, con Borgna e gli altri componenti del Consiglio provinciale c’erano i tecnici dell’ente. Che hanno presentato dati molto chiari.

I tristi numeri della Granda
La Granda è la terz’ultima provincia d’Italia nella graduatoria relativa ai finanziamenti assegnati per strade e scuole: riceve solo 1.156.581 euro su 250 milioni disponibili. “In sostanza, mancano 6-7 milioni di euro che i cuneesi pagano e che non tornano sul territorio come servizi ai cuneesi stessi - ha detto Borgna -. Se non sarà possibile cambiare i criteri stabiliti chiediamo risorse aggiuntive: rischiamo di non riuscire più a fare da soli”.
Deprimente il confronto con altre province italiane. Mentre Cuneo riceve un contributo pari a 356 euro a chilometro, ad Alessandria ne arrivano 3.400 e a Novara 5.802 euro: divario ancora maggiore con una provincia come Treviso, dove giungono 7.743 euro a chilometro. Nel 2014 e nel 2015 la Granda è riuscita a bitumare 2 chilometri di strade, nel 2016 14, nel 2017 27, nel 2018 10 e nel 2019 44: in totale, 99 chilometri bitumati in 6 anni su un totale di 3.200 chilometri di strade provinciali.
Il vicepresidente della Provincia Flavio Manavella ha descritto l’«emergenza-viabilità» per quanto riguarda il reparto di Saluzzo, a cui appartiene anche il Fossanese: ci sono 780 chilometri di strade provinciali con 379 ponti e altri manufatti, ma la Provincia può “schierare” soltanto 28 cantonieri, 5 capicantoniere, 3 tecnici amministrativi e 3 di sezione. “In passato - ha detto Manavella - in Provincia si spendevano circa 8 milioni di euro all’anno per la manutenzione, nel 2019 ne abbiamo spesi circa 2 milioni. Nel 2005 avevamo 210 cantonieri su questo territorio, oggi sono 94 e nel 2020 scenderanno ancora a 85 anche per effetto della riforma, oltre alle mancate assunzioni di personale”.
Non va meglio per la scuola, come ha spiegano la consigliera Milva Rinaudo. Per più di 25mila studenti cuneesi ci sono, a disposizione, 450mila euro all’anno da impiegare per la manutenzione di 72 scuole superiori che costano 4 milioni all’anno soltanto come utenze di energia elettrica, acqua e gas.

Il ruolo delle Province
L’incontro a Saluzzo è stato anche l’occasione di chiedere di definire meglio il ruolo della Provincia. Ancora Borgna: “Le Province sono rimaste in mezzo al guado dopo la riforma Delrio”.
Complice questa riforma, l’interlocutore diretto dei cittadini sono i sindaci. Proprio per questo è importante coinvolgerli nella battaglia della Granda per un’equa ripartizione dei fondi statali destinati alle province. Lo ha sottolineato la fossanese Rosita Serra, componente del Consiglio provinciale e consigliere di minoranza nella città degli Acaja.