Se non ci vediamo più…

scusate il disturbo

È partito già da qualche giorno. Anzi pare che il momento esatto del “via libera!” sia il 25 novembre, ad un mese esatto… Poi, visto che siamo italiani, c’è chi “trassa”, non segue le regole, e gioca d’anticipo. In ogni caso ormai è ufficiale, sdoganato e in vigore. È ormai partito il tormentone del “se non ci vediamo più…” con quel che ne consegue. Insieme alle luci ad intermittenza e agli album di Bublé sicuramente una certezza per tutti. Capita poi che in un mese si vedano le stesse persone due, tre, quattro o più volte e che ogni volta si ripeta il mantra. Del resto che cosa si può fare… non fare più gli auguri? Non sia mai. Così quella litania si ripete, con gli stessi interlocutori, più e più volte, tanto che in alcuni casi il vero augurio diventa “se non ci vediamo più” e non nel finale. E capita anche, nella confusione, di riservare lo stesso trattamento alle persone che abbiamo in casa ogni giorno… Si fa così, nell’enfasi del momento! Interessanti poi le varianti e i possibili optional, dal “ci sentiamo in ogni caso per gli auguri”, a “falli anche ai tuoi…”. Segue bacio su guancia gelata e stretta di mano, talvolta provvista di guanto. E c’è chi, in ansia da prestazione, si porta avanti con un “avete già deciso per Capodanno?”. Ma per quello c’è tempo. Meglio non confondere. Fare auguri mirati. Aspettare ancora un po’, a quel punto si passerà all’altro evergreen “buona fine e buon principio”.  Siamo fatti così. Siamo abitudinari. A proposito: se non ci vediamo più…