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Il Papa festeggia 50 anni di sacerdozio

Veniva ordinato sacerdote il 13 dicembre 1969. Gli auguri del card. Bassetti, presidente della Cei

Foto Siciliani-SIR

Papa Francesco festeggia il 50° dell’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 13 dicembre 1969 con l’imposizione delle mani da parte dell’allora arcivescovo di Cordoba, Ramón José Castellano. Cinquant’ anni dopo, Papa Francesco (che il 17 dicembre compie 83 anni) celebra le sue “nozze d’oro” con il sacerdozio, divenuto poi per 27 anni episcopato a Buenos Aires e da quasi 7 anni papato a Roma. Francesco è il quinto Pontefice a raggiungere il traguardo del mezzo secolo di sacerdozio, dopo Pio XI, Pio XII, Paolo VI e Giovanni Paolo II.

Sono tanti gli auguri e i ringraziamenti per i 50 anni di sacerdozio giunti a Padre Bergoglio, il papa venuto “dalla fine del mondo” che fin dalla sua prima apparizione dalla Loggia delle Benedizioni, guardando in silenzio la città, si è chinato per chiedere una preghiera di intercessione. “La ringraziamo, Santità - scrive il card. Gualtiero Bassetti, presidente dei vescovi italiani - perché non smette di ricordarci l’importanza di vivere ‘la missione come un servizio a Dio e al suo popolo’, nonostante tutte le difficoltà del cammino”. “In un mondo investito dal vento dell’indifferenza”, il Papa “ripropone la bellezza e la fatica di un ‘sì’, che è adesione e affidamento totale. Grazie, perché con il suo sguardo attento e amorevole ridona alla Chiesa la gioia del Vangelo. Ci assicura che la chiamata è un dono prezioso da custodire e da far fruttare in una vita piena; è lo sguardo sulla realtà, fondato su un ascolto maturo, che consente di incrociare le sofferenze dell’umanità – fino a sentirle nostre – con la misericordia del Padre”.

Preferisco essere chiamato padre
“Ciò che mi piace di più è essere prete”, confessò una volta Jorge Mario Bergoglio ad una giornalista e scrittrice argentina, Olga Wormat: “Preferisco essere chiamato padre”, aggiunse. E proprio la “paternità spirituale” è per Bergoglio il requisito fondamentale del presbitero, come da Papa non si stanca mai di ripetere durante i suoi viaggi apostolici, negli incontri con i vescovi e il clero locale. Un tratto, quello della cura “paterna” del vescovo per i suoi preti, che ha esercitato lui stesso prima come Provinciale dei Gesuiti in Argentina e poi da vescovo ausiliare e arcivescovo di Buenos Aires. Quello della “paternità spirituale” del Pontefice è un tratto su cui si sofferma anche il card. Bassetti, nel suo messaggio di auguri al pontefice: “Non si stanca, Lei per primo, di ‘prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare’. È Pastore di una Chiesa che accorcia le distanze, è vicina alle vicende delle persone, s’incarna nella loro storia, s’inginocchia, fascia e cura le ferite. E sa anche farsi curare nelle sue imperfezioni umane”. Di qui, un “grazie” anche perché “dopo cinquant’anni non ha perso la gioia di sentirsi chiamato ogni giorno e, con essa, ci sprona ad andare avanti con umiltà e coraggio; soprattutto, conservando una fiducia sconfinata nella misericordia di Dio e dedicandoci, a nostra volta, con generosità al ministero affidatoci”.

Per salutare l’anniversario del 13 dicembre, lo Stato della Città del Vaticano ha emesso una speciale serie filatelica che riproduce due quadri dell’artista Raul Berzosa. Nel primo francobollo, all’immagine del giovane Bergoglio sacerdote si affianca quella della Madonna che scioglie i nodi, da lui scoperta durante un viaggio in Germania e divenuta oggetto di grande venerazione a Buenos Aires. Sullo sfondo, la chiesa di San José a Buenos Aires. Nel secondo francobollo, il Pontefice è ritratto sullo sfondo della basilica di San Pietro. Accanto a lui, l’immagine di Gesù misericordioso, che richiama il motto del pontificato – “Miserando atque eligendo” – e il celeberrimo brano della vocazione di Matteo, anche questo citato molto spesso da Bergoglio insieme alla sua parabola preferita: quella del Buon Samaritano.