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Acqua pubblica, la Regione punta ai tempi supplementari

L’Amministrazione regionale di Centro-destra vorrebbe suddividere la gestione provinciale in due sub-ambiti. In quel caso Fossano resterebbe con la famiglia Egea. Le proteste di 5Stelle e Comitato acqua bene comune

Acqua pubblica presidio Fossano

Non esistono ancora atti formali della Regione Piemonte. Ma il tema è all’ordine del giorno. La nuova Amministrazione di Centro-destra sta valutando di ripensare la gestione del servizio idrico in provincia di Cuneo: una partita da 80 milioni di euro l’anno (le bollette pagate dai residenti) fino al 2048, con 2,4 miliardi di ricavi e 700 milioni di investimenti.

L’obiettivo della Regione è suddividere la provincia in due sub-ambiti: uno (quello di Cuneo e della montagna, forse anche con Saluzzo e Mondovì) a gestione pubblica sotto la guida di Cogesi, Società già esistente e operativa in gran parte di quel territorio; l’altro (la pianura, le langhe e il roero, con Alba, Bra, Fossano e Savigliano) a gestione mista o privata, sotto il cappello del Gruppo Egea. Nel caso, si interromperebbe il lungo e faticoso percorso che sembrava completato nella primavera del 2018 con la decisione, a grande maggioranza, dei sindaci della Granda di affidarsi ad un gestore unico e totalmente pubblico.

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 18 dicembre