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Il cuneese mons. Celestino Migliore nuovo Nunzio apostolico a Parigi

Lascia Mosca dopo tre anni e mezzo di lavoro

Migliore Celestino, Nunzio apostolico a Parigi

Papa Francesco sabato scorso ha nominato nunzio apostolico in Francia il cuneese mons. Celestino Migliore, da tre anni e mezzo nunzio apostolico nella Federazione Russa e in Uzbekistan. Mons. Migliore (che ha 68 anni) giunge nella prestigiosa sede di Parigi dopo mons. Luigi Ventura, di cui il Papa ha accettato di recente le dimissioni per “motivi di età”, avendo raggiunto i 75 anni il 9 dicembre scorso.
La Conferenza episcopale francese in un comunicato esprime di aver accolto la notizia con “gratitudine”, sottolineando il lavoro svolto negli anni da mons. Migliore. “Il corso diplomatico di mons. Migliore gli ha permesso di conoscere da vicino a Strasburgo le istituzioni dell’Unione europea e anche, sia alla Segretaria di Stato sia all’Onu, in Polonia, a Mosca e Tashkent, ha partecipato ad alcune delle principali questioni di dialogo tra le Nazioni, dialogo ecumenico e dialogo interreligioso”.

Con la nomina di mons. Migliore e le dimissioni dell’ex nunzio apostolico Ventura si chiude, almeno dal punto di vista formale, una tristissima pagina che ha avuto in Francia un forte impatto emotivo e pubblico. Mons. Ventura era stato infatti accusato di aggressioni sessuali su un giovane funzionario comunale di Parigi, durante un ricevimento offerto dal sindaco di Parigi Anne Hidalgo, a tutte le autorità civili e diplomatiche presenti nella capitale. La notizia era finita sulle prime pagine delle principali testate del Paese. A carico di mons. Ventura erano state presentate almeno quattro denunce, di cui tre per presunte molestie sessuali e, lo scorso luglio, la Santa Sede aveva revocato l’immunità da giurisdizione del presule.
Il 17 dicembre scorso, una nota della Sala Stampa vaticana annunciava che Papa Francesco aveva accettato “per motivi di età” le dimissioni dell’arcivescovo Luigi Ventura dalla carica di nunzio apostolico in Francia. In quella occasione, però la sala stampa precisò che si trattava di una “misura straordinaria che conferma la volontà espressa dallo stesso nunzio di cooperare pienamente e spontaneamente con le autorità giudiziarie francesi”. Su sua richiesta, infatti, “il nunzio era stato ascoltato dalla polizia all’inizio di aprile, prima di essere stato messo a confronto a maggio con chi lo aveva denunciato, che ancora confuta i fatti di cui è accusato”.