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Passo avanti per la Conferenza sul futuro d’Europa

Il Parlamento di Strasburgo ha votato il 15 gennaio una risoluzione che definisce obiettivi e "contorni" della Conferenza chiamata a rivedere e rilanciare il processo di integrazione

EP Plenary session - Ongoing hearings under article 7(1) of the TEU regarding Hungary
Foto SIR

Compie un ulteriore passo avanti la Conferenza sul futuro dell’Europa, alla quale si lavora da mesi fra Bruxelles e Strasburgo. L’Ue è spiazzata dalle crisi e dalle sfide – demografica, economica, migratoria, terroristica… – che si sono imposte negli ultimi anni. I cittadini – spiega il presidente dell’Europarlamento David Sassoli – chiedono dunque “un’Europa diversa, più vicina ai loro bisogni, alla loro vita; più verde; più rigorosa nella difesa dello stato di diritto; attenta ai diritti sociali e più trasparente nei processi decisionali… Un’Europa più democratica, inclusiva, più sicura e che protegge l’ambiente”. È tempo di ripensare e rilanciare il processo di integrazione: sulla base di questa convinzione, l’Assemblea riunita a Strasburgo ha approvato mercoledì 15 gennaio una risoluzione che pone un tassello in vista della convocazione della Conferenza. La prossima settimana, il 22 gennaio, sarà la Commissione ad esprimersi su obiettivi e format della Conferenza; il 28 gennaio sarà la volta del Consiglio affari generali. A quel punto dovrà essere definito un accordo interistituzionale che dia ufficialità alla Conferenza stessa, fissandone i tempi (è quasi certo che l’avvio sarà il prossimo 9 maggio, festa d’Europa, con conclusione nel 2022), la composizione, le modalità operative e i possibili esiti.

La risoluzione votata a Strasburgo ha ottenuto 494 sì, 147 no e 49 astensioni. Sul testo approvato si è riscontrata una vasta e trasversale convergenza di Popolari, Socialisti e democratici, Liberaldemocratici (Renew), Verdi, Sinistra unitaria. Vi si segnalano obiettivi e modalità di svolgimento della Conferenza, ponendo – almeno nelle intenzioni – al centro del processo “dal basso” i cittadini europei. Vengono suggerite alcune priorità d’intervento “non esaustive”, in quanto si afferma che la Conferenza debba essere un “processo aperto”, di revisione e di riforma dell’Ue. Tali priorità sono così indicate: “valori europei, diritti e libertà fondamentali, aspetti democratici e istituzionali dell’Ue, sfide ambientali e crisi climatica, giustizia sociale e uguaglianza, questioni economiche e occupazionali, tra cui la fiscalità, trasformazione digitale, sicurezza e ruolo dell’Ue sulla scena mondiale”... continua a leggere