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Due donne incinte gravissime, salve grazie al S. Croce di Cuneo

I clinici: “Casi disperati, ma stanno bene tutti, mamme e bambini”. Fondamentale la collaborazione tra professionisti e l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia

L'equipe di Ostetricia-Ginecologia del Santa Croce di Cuneo
L'equipe di Ostetricia-Ginecologia del Santa Croce di Cuneo

Due casi molto complessi, uno con una possibilità di decesso, secondo la letteratura scientifica, intorno al 90%, l’altro meno rischioso, comunque anch’esso di difficile gestione, sono stati risolti brillantemente dalle équipe dell’azienda ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, con un intervento multidisciplinare che ha coinvolto ginecologi, chirurghi generali, anestesisti, infettivologi, ematologi.
“Nel primo caso sono state necessarie alcune operazioni dopo il parto - spiega Puppo - con un decorso complicato dapprima in terapia intensiva, poi in reparto.” “Sono momenti che consentono di accrescere l’esperienza”, aggiunge il ginecologo Bruno Favilla. Il 20 gennaio la donna è stata dimessa e ha potuto riabbracciare i figli e il marito, che l’ha assistita per tutto il periodo. I due coniugi ringraziano tutti i sanitari, sanno che la possibilità di farcela erano ridottissime.
Nel secondo caso, che ha interessato una donna 31enne di origini marocchine, “la placenta aveva invaso totalmente le pareti dell’utero, divorandola, quasi con un comportamento tumorale”, spiega ancora Puppo. Dopo il cesareo è stato asportato l’utero con un intervento eseguito in sala ibrida. Oggi la donna sta bene ed è ritornata a casa.

“Entrambe le condizioni cliniche hanno messo in mostra le professionalità dell’ospedale di Cuneo”, spiega Giuseppe Coletta responsabile del blocco operatorio, mentre la responsabile dell’Anestesia Nicoletta Barzaghi mette in luce anche “la difficoltà gestionale del primo caso, a causa dell’insufficienza d’organo”.

Fondamentale la regia, il ruolo di coordinamento delle varie professionalità in campo. Alessandro Locatelli è direttore della Terapia Intensiva Cardiovascolare: “C’è stata una risposta organizzativa e clinica, con un’integrazione di risorse che rende possibile questa performance. Le tecnologie aiutano molto.”

“Mi metto al fianco dei professionisti - dichiara Monica Rebora, direttore sanitario di azienda a nome della Direzione generale -. Alla nostra azienda Onda ha riconfermato 3 bollini rosa. La celebrazione migliore è la comunicazione di questi risultati. Ritengo sia importante informare la popolazione degli esiti e supportare i professionisti che dimostrano capacità e grande volontà di lavorare insieme.”

L’assistenza post-intervento alle pazienti è stata seguita dalle coordinatrici di Ostetricia e sala parto Federica Ferrero e del coordinatore della Ginecologia Patrizia Cometto.

 

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