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Figli

Figli

di Giuseppe Bonito; con Paola Cortellesi, Valerio Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea.
Commedia o meglio, “dramedy” all’italiana, “Figli” è liberamente tratto dallo stupendo monologo “I figli ti invecchiano” di Mattia Torre, uno dei migliori e più promettenti autori italiani di teatro, cinema e tv della generazione “anta” (autore, tra l’altro, di “Ogni maledetto Natale”, “Boris, il film”, delle serie tv “Boris”, “Dov’è Mario?”, “La linea verticale”…) prematuramente scomparso la scorsa estate all’età di quarantasette anni. Il monologo faceva parte insieme ad altri sei atti comici di “In mezzo al mare” (Ed. Mondadori), un’imperdibile carrellata di umorismo, acutezza, comicità e intelligenza allo stato puro e, sotto il profilo personale, una delle migliori letture del 2019. Il senso del monologo, e del film, se vogliamo sta tutto nella battuta di apertura: “I figli invecchiano. Ma non invecchiano loro. Invecchiano te”. Esilarante, lapidaria e, per certi versi, definitiva la battuta racchiude in sé tutto il bozzolo della pellicola: Nicola e Sara (Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, in passato coppia nella vita ed ora per la prima volta insieme sullo schermo) dopo il primo figlio si apprestano ad essere nuovamente genitori; ma l’arrivo del secondogenito finirà per sconvolgere in maniera clamorosa i fragili equilibri familiari. Paese che a parole celebra la famiglia mentre nei fatti la tradisce, l’Italia è una delle nazioni europee meno capaci di proteggere e favorire la crescita armonica dei nuclei famigliari attraverso un adeguato welfare, lasciando sulle spalle di genitori, nonni e parenti vari (quando ci sono) la fatica e i costi della quotidianità. Nicola e Sara si trovano giorno dopo giorno a fronteggiare la vita in un clima di permanente emergenza e precarietà; la divisione dei ruoli e dei compiti casalinghi salta, i litigi e le ripicche diventano quotidiane, tutto si fa difficile e le difficoltà sembrano moltiplicarsi esponenzialmente - gli esosissimi pediatri da interpellare, le babysitter incapaci, le feste di compleanno, i gruppi whatsapp dei genitori…- un delirio di impegni e situazioni che costringono e soffocano le relazioni della coppia che, fatalmente, scoppia. Diretto da Giuseppe Bonito, già regista della seconda unità di “Boris” con Mattia Torre, “Figli” è un’antologia tra il comico e il grottesco di situazioni in cui molti non faticheranno a riconoscersi e, al netto di qualche stereotipo di troppo, è una commedia agrodolce in grado di farci sorridere (anche quando non vorremmo) delle nostre fatiche del vivere quotidiano in quest’Italia del XXI secolo. Da vedere.

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