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I soccorritori di montagna si sfidano

Ad Artesina arriva la "Winter rescue race": la campionessa di sci-alpinismo prova il percorso

Katia Tomatis prova il percorso della

I migliori nel salvare vite. Il 6 e 7 marzo prossimi, ad Artesina si svolgerà la prima edizione della “Winter rescue race”, gara aperta a tutti i gruppi italiani e non che si occupano di soccorso in montagna. I partecipanti si misureranno in ardue prove di sci-alpinismo, lungo le pendici del Mondolè.

L’evento è organizzato dal Soccorso alpino e speleologico piemontese, che punta così ad “accendere i riflettori sulla sicurezza e sulla prevenzione degli incidenti in montagna d’inverno”, mostrando, al tempo stesso, “la preparazione e la dedizione che oltre 7000 volontari del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico dedicano tutti i giorni a favore di chi ha bisogno in montagna”. Le squadre, composte da tre soccorritori, dovranno affrontare “1.000 metri di dislivello con sci, pelli di foca, ramponi e piccozza fino in cima al monte Mondolè”; seguirà “una discesa sci ai piedi, un passaggio tecnico con manovre di corda e una prova di ricerca in valanga con pala, sonda e Artva”.

Nelle scorse settimane, il percorso di gara è stato provato - ed apprezzato - da Katia Tomatis che, oltre ad essere una volontaria del Soccorso alpino e speleologico piemontese, è una campionessa di sci-alpinismo, a cui la stampa ha dedicato grande attenzione non solo per i risultati ottenuti, ma anche per la rapidità con cui è tornata trionfalmente in pista dopo la recente gravidanza, meritandosi l’incoronazione come “mamma-atleta”. Chi non frequenta le alte vette innevate ha avuto - o avrà - occasione di vedere Katia al rifugio Malinvern nel comune di Vinadio, di cui la donna ha assunto la gestione dopo aver lasciato un lavoro in banca. Ha detto la campionessa dopo aver sperimentato la “Winter rescue race”: “Far parte di un progetto così bello tra le montagne della provincia in cui vivo mi ha resa molto orgogliosa. Trascorrendo qualche ora con gli organizzatori a provare il percorso di gara, ho potuto osservare la passione e l’impegno impiegati per la riuscita del raduno. È un appuntamento che merita davvero. L’aspetto che più mi attira va al di là della gara vera e propria: è la possibilità di incontrarsi con altri soccorritori di tutta Italia, confrontarsi ed esercitarsi con le manovre in ambiente”.

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