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L’Orso del 2020 è Ricky Bima

Trentesimo raduno della Congrega sabato scorso a Genola

Ricky Bima e Mario Barale
Ricky Bima con la t-shirt arancione di capo branco

Gli appartenenti alla Congrega dell’orso hanno interrotto il loro letargo (con poca fatica visto il tepore che caratterizza l’inverno in corso), sono emersi dalle loro tane e hanno partecipato in massa all’annuale raduno che si è svolto sabato scorso a Genola. Sono stati 87 gli “orsi” che hanno festeggiato il 30° della Congrega, indossando maglietta e bandana commemorative dell’ambizioso traguardo. Rappresentavano tutte le fasce di età, dal piccolo Giacomo Cortese (5 anni) all’anziano novantenne don Carlo Musso (anziano anagraficamente, ma non certo nello spirito, brillante e pronto alla battuta). Che non a caso è stato insignito del titolo di Gran Patriarca della Congrega.
La serata è scivolata via tra una portata e l’altra di fritto misto, un bicchiere di Dolcetto (sulla tavola le bottiglie di alcuni produttori della zona di Diano d’Alba i cui vigneti sono stati gravemente colpiti dalle grandinate dell’estate scorsa) e la consegna delle varie onorificenze. Oltre al già citato don Carlo, sono stati “premiati” Adriano Ariaudo nominato Cavaliere dell'Ordine di Yoghi, e i tre Orsi alla Carriera Paolo Colombo, Edoardo Secco e Roberto “Bobo” Bossolasco.
Per giungere infine al clou della serata, la nomina dell’Orso dell’anno. La scelta è caduta sul fossanese Riccardo “Ricky” Bima, classe 1962; sarà chiamato fino al prossimo Sant’Orso a raccogliere la “pesante” eredità di Mario Barale che durante il suo “mandato” ha promosso un gran numero di iniziative. Ma Ricky saprà certamente mettere in campo la sua lunga esperienza professionale… E chissà che non ci scappi una caccia al salmone in compagnia, attività prediletta dagli orsi!

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