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Sanità piemontese in rosso: torna lo spettro del Piano di Rientro

L’Amministrazione Cirio calcola un deficit di 407 milioni di euro nel 2019 (20 milioni dall’Asl Cn1)L’as

Luigi Icardi, assessore regionale alla Sanità

Torna l’incubo del Piano di rientro sulla Sanità piemontese. La Regione ne era uscita, faticosamente, a inizio 2017, dopo una lunga e dolorosa cura dimagrante per riemergere dallo sprofondo finanziario in cui era caduta nel 2012. Oggi, però, lo stato dei conti illustrato dalla nuova Amministrazione regionale riaccende l’allarme su un servizio dagli standard qualitativi elevati (la Sanità piemontese è la prima in Italia secondo il monitoraggio della Griglia Lea), ma dai costi esuberanti.

Il disavanzo dello scorso anno delle Asl (e Aso) piemontesi è stato quantificato in 407 milioni di euro. La fetta più grande - 230 milioni - è stata accumulata dalle Aziende torinesi. Subito dopo, nell’elenco degli spendaccioni, figura - ahinoi - l’Asl Cn1, con uno sforamento di circa 20 milioni.

“La situazione è drammatica - ha affermato l’assessore Luigi Icardi in conferenza stampa - e ci vede già con un piede nel prossimo Piano di rientro. Cercheremo di evitarlo, ma è necessario rivedere completamente il sistema, perché se non lo faremo noi sarà Roma a farlo in nostra vece”.

Com’era facilmente prevedibile, il clima politico si è subito fatto arroventato.

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 12 febbraio

 

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