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Una domenica in famiglia a pulire il mondo intorno a noi

Salviamo l'ambiente

Alcuni mesi fa sulle colonne de la Fedeltà abbiamo iniziato un percorso dedicato all’ambiente, alla sua salvaguardia, alla denuncia di atti di inciviltà, ma anche- e fortunatamente ce ne sono- alle buone pratiche e agli esempi virtuosi in fatto di tutela dell’ambiente in cui viviamo. Un percorso che intendiamo continuare anche grazie ai contributi che ci arrivano dai lettori. Come nel caso di questa settimana che coinvolge una famiglia di una frazione fossanese. Ve lo proponiamo di seguito. Per segnalazioni e contributi scrivete all’indirizzo lafedelta@lafedelta.it o chiamate il numero della redazione, 0172/636033.

Siamo una tranquilla famiglia di Maddalene, che ha scelto di vivere in campagna per stare il più possibile all’aria aperta, che ha fatto scelte di vita improntate alla sobrietà; il mio compagno ha lasciato da qualche anno un lavoro redditizio per tornare alla terra, fare il contadino, riprendere il contatto interrotto con la natura, ben consapevole che gli introiti non sarebbero stati gli stessi, ma sicuro di aver fatto la scelta migliore, che gli regala tempo per sua figlia, per la casa, per il gioco e meno stress famigliare. Io sono insegnante, credo profondamente nel mio ruolo educativo, sento il mio lavoro come nodo fondamentale per guidare le nuove generazioni verso una presa di coscienza dei danni che la società consumista ha generato e delle scelte di vita sostenibili, per la salvaguardia della nostra e di tutte le specie che ancora sopravvivono su questo pianeta.
Desidero raccontare di una tranquilla domenica di gennaio, in cui sono andata a correre per le campagne tra Maddalene e Murazzo come faccio spesso; da questa corsa sono tornata rammaricata e anche un po’ arrabbiata dalla quantità di spazzatura accumulata sul ciglio della strada (nella fattispecie via Rubattera), ma anche fortemente determinata. Ho convinto mia figlia ed il mio compagno ad accompagnarmi, nel pomeriggio, in una passeggiata ecologica. Siamo partiti zaino in spalla e secchio alla mano, pieni di sacchetti per la raccolta della plastica e dell’indifferenziato, e siamo andati a raccogliere rifiuti lungo la strada. Nei fossi, sul ciglio e nei campi abbiamo trovato di tutto: da miriadi di pacchetti di sigarette finiti, a bottiglie di vino e birra in vetro, da contenitori di plastica di varie dimensioni ed utilizzo a interi sacchi abbandonati, pieni di rifiuti indifferenziati. La cosa peggiore è che dentro questi sacchi c’erano addirittura parecchi rifiuti sanitari speciali come cateteri da adulto. Abbiamo differenziato quanto potevamo, lasciato i sacchi chiusi lungo la strada, portato a casa solo vetro e carta e chiamato il giorno successivo l’Ufficio ambiente del Comune, che ha prontamente provveduto entro la giornata a rimuovere i rifiuti. Io mi sono sentita meglio dopo questa gita, è stata un’ora regalata alla collettività per favorire il benessere di tutti, ed ho pensato che basterebbe veramente poco a rendere il nostro paese un piccolo miracolo: basterebbe che ciascuno si prendesse cura di un piccolo spazio intorno al recinto di casa propria, che ogni contadino ripulisse il proprio campo, che ogni adulto che ama camminare o correre raccogliesse due o tre rifiuti ogni volta, e sarebbe tutto pulito, la terra ci ringrazierebbe, gli animali non rischierebbero l’intossicazione o lo strozzamento e saremmo più tranquilli a lasciar correre i nostri figli all’aria aperta. Eppure abbiamo visto che tanta spazzatura era anche appena fuori delle recinzioni private, confermando il sentito comune secondo cui quello che è pubblico, di tutti, non è di nessuno, non lo sento mio e non me ne occupo.
Io invece sento che tutto ciò che abbiamo intorno è nostro, o meglio ci è stato affidato per un breve tempo, il nostro passaggio su questo mondo è limitato e così breve in confronto alla storia dell’umanità e della terra tutta, eppure stiamo rendendo la nostra fugace presenza sul pianeta una catastrofe, qualcosa di cui le generazioni a venire ci chiederanno ragione. Sogno un paese dove ciascuno collabora con i vicini per tenere in ordine e pulito lo spazio condiviso, dove le maestre accompagnano i bambini a raccogliere la spazzatura insieme ai genitori e ai nonni, felici di dare il proprio contributo per il benessere dell’aria, della terra, dell’acqua, quindi per la salvaguardia di tutti gli esseri.
Forse a breve il Comune organizzerà una manifestazione di cui ha parlato, “Puliamo Fossano”: sarebbe bello renderla una manifestazione di tutti, di bambini e anziani, di adulti e insegnanti, al di là del ruolo lavorativo, del colore della pelle, della provenienza di chi vorrà partecipare. Che sogno il sindaco a fianco di un bambino con un sacchetto in mano, senza parole, solo con gesti di cura, sorrisi ed entusiasmo a scandire il tempo. Con il solo scopo di prendere coscienza di quanto possiamo fare, insieme, per stare bene, se solo mettiamo consapevolezza, cura e amore nel nostro agire quotidiano.

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