Icardi: “L’aumento non è più esponenziale. Cominciamo a vedere la luce”

L'assessore regionale: "La proiezione, se la tendenza verrà confermata, è che si possa restare al di sotto dei 400 casi in terapia intensiva"

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“L’aumento dei ricoveri in terapia intensiva non segue più la curva di incremento esponenziale, ma da tre-quattro giorni la curva logistica, che ha un tetto e un calo. La proiezione, se la tendenza verrà confermata, è che si possa restare al di sotto dei 400 casi, che stanno nelle capacità del sistema sanitario regionale”.
Sono parole cariche di speranza quelle pronunciate lunedì sera in conferenza stampa dall’assessore piemontese alla Sanità Luigi Icardi.
La medesima curva, come è stato illustrato con una serie di slides, vale anche per l’andamento dei contagi e per quello dei casi gravi, che fino a pochi giorni fa raddoppiavano ogni 2,2 giorni e ora ogni 5,1. Con tutte le cautele del caso, Icardi sostiene che “cominciamo a vedere la luce” augurandosi di poter “vedere presto la discesa”.
Vuol dire che i sacrifici di questi giorni hanno un senso e stanno iniziando a produrre qualche effetto. Anche se, in termini assoluti, i numeri (compresi quelli dei decessi) continuano a crescere. E continueranno a farlo per un altro po’.

Di qui l’invito del presidente Alberto Cirio - tornato pienamente operativo - a mantenere alta la guardia. Con l’auspicio che la sua ultima ordinanza possa prevalere, perché più rigida, sulle misure del Decreto del Presidente del Consiglio nelle parti sovrapponibili.
Il tema riguarda principalmente gli studi professionali, che il governatore vorrebbe chiusi fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali ed indifferibili. La materia è al vaglio degli Uffici legislativi dello Stato e della Regione. “Ci auguriamo di avere ragione" – ha concluso Cirio, dopo aver sottolineato che il Decreto consente anche una lunga serie di eccezioni alle chiiusure delle attività produttive -. Dobbiamo chiudere per davvero e non per finta”.
Sia Cirio che gli assessori presenti in conferenza stampa erano dotati delle prime mascherine prodotte in serie dagli stabilimenti Miroglio. Sono lavabili fino a 10 volte e sono state distribuite alle oltre 700 strutture per anziani piemontesi (30 mila unità), ai servizi socio-assistenziali (12 mila), ai farmacisti (10 mila), alla Protezione civile (15 mila), alle forze dell’ordine (7 mila). Altre consegne seguiranno, perché le esigenze sono decisamente superiori.