Restiamo uniti

Quale immagine può sintetizzare questi giorni di lotta al virus e insieme l’appello a non mollare, non abbassare la guardia ad una settimana da quel #iorestoacasa che deve essere l’imperativo anche oggi, anche per i prossimi giorni? Tante sono le immagini che abbiamo negli occhi in questi “giorni sospesi” alcune anche apparentemente contraddittorie. Da un lato il lavoro di chi è in prima linea negli ospedali e nella sanità, e per garantire i servizi essenziali. Dall’altro i flash mob sui balconi, le luci e i canti a distanza per sentirsi meno soli. Poi ancora, la disinfezione nelle strade che ci restituisce un clima da “the day after”, ma anche la speranza che trasuda dai disegni dei bambini esposti su balconi e finestre con la scritta “andrà tutto bene”. E ancora i numeri implacabili del contagio come in un bollettino di guerra, le morti, che da numeri diventano nomi, volti. E magari volti amici. O la preghiera e il lavoro incessante dei pastori che cercano modi nuovi per non perdere il contatto con i fedeli e continuare a seminare speranza. Abbiamo scelto di fare una carrellata di tutte queste immagini perché in realtà tutte, a modo loro, ci dicono di non mollare. Dicono l’impegno di molti. Che deve essere l’impegno di tutti. “Andrà tutto bene” non è, e non deve essere, uno slogan di un ottimismo a buon mercato, ma il segno di una presa di responsabilità di tutti. Non nega e non nasconde il dolore e la ferita che già ci sono e che possiamo soltanto tentare di arginare. Insieme. Uniti. Mentre chiudiamo questa edizione del giornale siamo nel giorno in cui si ricorda la proclamazione dell’Unità d’Italia avvenuta il 17 marzo di 159 anni fa. È passato tanto tempo, ma forse non ancora abbastanza per poter dire che non solo l’Italia, ma anche gli italiani sono uniti. Questi giorni di prova, di dolore e di impegno, sono un’occasione per fare un grande passo in quella direzione. Restiamo uniti.