Anche a Washington ora si parla di “social distance”

Anna Fruttero, fossanese, lavora al Fondo Monetario Internazionale

anna fruttero Usa
Anna fruttero con il marito Luca e le figlie Carla, Marta, Daria e Gaia

Anna Fruttero è partita da Fossano anni fa per gli Stati Uniti. Vive a Washington con la sua famiglia e lavora per il Fondo Monetario Internazionale, ente che si è già dichiarato pronto a mobilitare 1.000 miliardi di dollari destinati ai Paesi membri per combattere la pandemia del coronavirus.
L'emergenza Coronavirus è partita dalla Cina ma ben presto è arrivata in Italia dove ora la situazione è piuttosto critica. Da Italiana all'estero come vivi la situazione? Con molta angoscia, e dolore. Mi commuovo per ogni video che vedo o storia che leggo. Mi pesa tantissimo essere lontana. Non potrò mai dimenticare il momento in cui abbiamo ricevuto il messaggio di WhatsApp da una coppia di amici dicendoci “Hanno chiuso la Lombardia… Siamo ufficialmente zona rossa”. Mi sono sentita gelare il sangue. Da allora mi sembra di vivere in un incubo, è tutto così surreale. Sono in contatto continuo con i miei genitori, i miei fratelli e amici.
Come viene raccontata la situazione italiana dai media americani? (circolano video sui social in cui gli italiani vengono descritti un po' come degli appestati…) Normalmente sono un’avida lettrice del New York Times e del Washington Post. Ma negli ultimi giorni leggo sempre di men: è troppo doloroso. Però non ho proprio visto nulla di negativo sull’Italia, anzi ricevo ogni giorno messaggi di amici e conoscenti che sentono le notizie e mi chiedono come stanno le nostre famiglie e i nostri amici. Sono tutti cosi dispiaciuti per quello che sta succedendo. L’Italia è un paese molto amato, ammirato per le sue bellezze naturale, le opere, la storia. Anche colleghi che non vedo da tempo mi hanno scritto per sapere come sto e per dirmi quanto sono dispiaciuti di questa sofferenza.
A Washington com'è la situazione contagi? Sono già state prese misure restrittive? Ci è voluto un po’ ma da una settimana anche qui si è iniziato a parlare di “social distance”. Le scuole hanno chiuso venerdì 13 marzo e proprio oggi hanno annunciato che non riapriranno fino al 27 aprile. Quelli che possono lavorano da casa. I supermercati sono stati presi d’assalto e negli ultimi due giorni hanno iniziato a ridurre gli orari di apertura. La cosa che più mi ha sconvolta è che la vendita di armi sembra essere aumentata di molto negli ultimi giorni.
Sui media nazionali si sottolinea che i casi di Coronavirus in Usa probabilmente sono molti più di quanto si pensa, perché il costo del tampone è molto elevato. Se ci sono piu casi di coranavirus negli Stati Uniti? Come mi dice sempre mio marito: “Le nostre figlie non hanno mai la febbre perché tu non gliela provi mai!”. Qui hanno iniziato molto tardi a fare gli esami per il coronavirus e nelle prime settimane ne facevano pochissimi, quasi esclusivamente a persone che erano state all'estero in Paesi in stato avanzato dell'epidemia. Ora ne stanno facendo di più ma mancano i test. Le ragioni sono principalmente due: burocrazia e catene di fornitura (supply chains). Con burocrazia intendo il fatto che il processo per lo sviluppo del test è stato molto lento per le approvazioni richieste e le regole che limitano lo scambio di campioni biologici con l'estero. Tutto ciò ha reso molto difficile per gli esperti sviluppare un test e per poi approvarlo. Una volta approvato sembra che abbia avuto problemi di funzionamento. Inoltre, non essendoci un sistema sanitario nazionale, qui ogni ospedale può avere apparecchi diversi e lo stesso test può non funzionare dappertutto. L'altro grande problema sono le catene di fornitura. La domanda di test cresce ogni giorno, ma la produzione non riesce a stare al passo. Pensa che dei pezzi essenziali per un test vengono prodotti in Italia.
Al Fondo Monetario Internazionale come si sta "vivendo" la situazione? ho visto che hanno messo già in campo milioni di euro per fronteggiare questa emergenza... Al Fondo Monetario si è in una situazione di emergenza. L’impatto economico della pandemia sarà molto elevato. Molti paesi poveri ed emergenti stanno chiedendo di accedere alle linee di credito rapido che il Fondo mette a disposizione in casi come questi. Siamo in un momento difficile. Ma speriamo che ci renda più forti, che ci faccia apprezzare l’importanza della ricerca e di sistemi sanitari che funzionano.
Speriamo possiate tornare presto in Italia. Pur essendo lontani, con il cuore siamo lì. Non solo io ma anche le mie figlie non vedono l'ora di tornare nella nostra cara Fossano, dai nonni, zii, cuginetti, e amici. Le loro estati a Fossano sono splendide. Qualche anno fa con mio marito abbiamo deciso che ogni estate avremmo fatto un piccolo viaggio per scoprire insieme alle nostre figlie un pezzo d'Italia. Siamo stati a Roma, Pisa, Matera, Lecce, Caserta, Venezia, Milano e ogni volta siamo rimasti incantati dalla bellezza dei luoghi, dalle delizie culinarie e dall'ospitalità delle persone...adesso più che mai non vediamo l'ora di fare molti viaggi in giro per la nostra splendida Italia.