Allarme Case di riposo: cresce il numero delle strutture aggredite dal virus

Di fronte all’emergenza la Regione rinuncia ai test sierologici e annuncia tamponi a ospiti e operatori

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Si fa sempre più drammatica la situazione nelle Case di riposo del cuneese, per i numeri crescenti di contagi all’interno di diverse strutture. Ai casi eclatanti di Garessio e Villanova Mondovì (struttura poi sgomberata) si sono aggiunti, infatti, quelli di Robilante e di Bra, mentre altri focolai si sono accesi a Boves, Farigliano, Canale, Cavallermaggiore e al Sant’Anna di Fossano. Un elenco in via di rapido aggiornamento, visto l’evolversi della situazione.

Di fronte a questa emergenza, la Regione ha maturato la decisione di procedere al tampone su tutti gli ospiti e operatori delle strutture risultate contaminate dal virus. Attesa e richiesta da settimane, la nuova misura è stata annunciata domenica sera in una nota dell’assessorato alla Sanità e fa seguito all’incremento delle potenzialità di lavoro dei laboratori analisi, passati da 2 a 18 con la capacità di processare fino a 4.000 tamponi al giorno. Dall’annuncio all’esecuzione, tuttavia, c’è il rischio che “ballino” ancora giorni (o settimane), che possono risultare determinanti nel fermare o meno il diffondersi del contagio.

La stessa preoccupazione pervade gli addetti ai lavori in merito a tutte le altre criticità non ancora risolte: dalla distribuzione a tappeto dei “dpi” (mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione individuale) alla sostituzione del personale eventualmente fermato per quarantena (da ricollocare in alberghi). Tutte insieme sono l’oggetto di un Protocollo d’intesa firmato la scorsa settimana dalla Regione, che fissa le linee guida per affrontarle.

Nell’attesa che le parole si traducano in fatti concreti, la Segreteria provinciale della Cgil parla di “risposte insufficienti”, mentre l’opposizione consiliare al Palazzo Lascaris (i gruppi di minoranza Pd e Luv) chiede “un piano di intervento giornaliero”.

Non è più all’ordine del giorno, infine, l’esecuzione dei test sierologici, di cui la Regione aveva annunciato la sperimentazione qualche giorno fa. La strada, infatti, è stata abbandonata dopo il pronunciamento contrario del ministero della Salute.