Sanità e territorio: per correggere la rotta Cirio si affida all’ex ministro Fazio

Guiderà una task force di esperti

Palazzo Regione Piemonte
Foto Facebook: sede della Regione Piemonte

“Analizzare e certificare le carenze strutturali che l’emergenza Coronavirus ha messo in luce sul sistema sanitario piemontese” “e da lì ripartire con una programmazione che sappia costruire la sanità di territorio”. È il compito che l’Amministrazione Cirio ha affidato a Ferruccio Fazio (ministro della Salute al tempo dell’ultimo governo Berlusconi, ora sindaco di Garessio) e a una task force formata da figure autorevoli e, in qualche caso, già piuttosto critiche verso l’operato della Regione nella gestione della crisi sanitaria. Ne fanno parte Giovanni Di Perri, responsabile delle Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei Medici di Torino, Pietro Presti, coordinatore straordinario per il Coronavirus dell’Asl di Vercelli, e Massimiliano Sciretti, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino. Partecipa ai lavori anche Alessandro Stecco, neuroradiologo e presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale.

Il gruppo avrà il compito di formulare delle proposte per migliorare l’assistenza territoriale, alla luce delle crescenti criticità cumulatesi negli ultimi anni, ma anche mettendo a confronto l’esperienza piemontese con quella di altre Regioni italiane.

“Accanto a una Fase2 per l’economia al Piemonte serve anche una Fase2 per la sanità - afferma Cirio -. Dobbiamo fare un’analisi accurata delle carenze strutturali: oggi che le ferite sono ancora aperte siamo in grado di capire dove il sistema necessita di maggiori interventi, e da lì ripartiremo per costruire una reale medicina di territorio. Parlo di costruire e non di ricostruire, perché la grande carenza in questa pandemia è stata la rete organizzativa di medicina territoriale. Dobbiamo progettare il ritorno alla regolare attività delle nostre strutture ospedaliere, ma ancor di più elaborare un programma per costruire un reale rapporto ospedale-territorio”.

Come ha voluto precisare Fazio, “si vuole verificare l’attuale funzionalità delle sanità territoriale piemontese, identificare le cause di eventuali criticità e trovare i correttivi da attuare, ridisegnando una mappa efficiente ospedale-territorio. Ciò al fine di avere una risposta tempestiva della medicina territoriale sia nel breve periodo, nel caso in cui dopo l’estate la pandemia si ripresentasse, affrontandola in modo puntuale e intercettando i nuovi casi più alla periferia, sia nel lungo periodo usando la medicina territoriale per gestire al meglio le malattie croniche”.