400mila euro dall’otto per mille alla diocesi per fronteggiare le conseguenze dell’epidemia

I fondi ripartiti tra le parrocchie, la Caritas, i centri estivi, oratori, associazioni...

Quattrocentomila euro per aiutare le comunità della diocesi di Fossano (500 mila a quella di Cuneo) a fronteggiare le conseguenze sanitarie, economiche e sociali della epidemia da Coronavirus.
È l’aiuto straordinario della Chiesa italiana per sostenere persone e famiglie in situazioni di povertà o di necessità, enti ecclesiastici (parrocchie, case di riposo, scuole materne...) e associazioni che operano per il superamento dell’emergenza. I fondi - 156 milioni complessivamente, ripartiti, in modo proporzionale, fra tutte le diocesi italiane - provengono dall’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa Cattolica e sono recuperati dalla finalità a cui erano stati destinati, essenzialmente l’edilizia di culto.
“La quota dell’Irpef che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, con la firma dell’otto per mille, si traduce in una serie di progetti a favore della collettività – spiega mons. Piero Delbosco, vescovo di Fossano e Cuneo -. Quest’anno la Chiesa italiana, dopo aver consultato tutti i vescovi, ha deciso di erogare un contributo straordinario per il culto e la pastorale per fronteggiare l’emergenza, perché nessuno sia abbandonato. Sono tante le comunità parrocchiali che hanno difficoltà a livello economico, anche solo nella gestione dell’ordinario”.
La somma è arrivata nelle casse della diocesi di Fossano a fine aprile che sta provvedendo a distribuirla in questi giorni. Con questa suddivisione.

2.000 euro a ogni parrocchia
Alle 33 parrocchie è stato versato un contributo da 2.000 euro ciascuna, piccola o grande che sia. “I parroci – dice il vescovo – sono invitati a convocare il consiglio parrocchiale degli affari economici per decidere cosa fare, che progetti privilegiare...”. Molte parrocchie si sostengono sulle offerte che sono diminuite in questo periodo, altre che non riterranno di averne bisogno potranno destinare questa cifra a sostenere persone o famiglie in difficoltà “tenendo però conto di quanto già erogato dalla Caritas e in sinergia con le amministrazioni comunali ed i servizi sociali territoriali”.
Ai 2.000 euro per le parrocchie si aggiunge una quota di 1.000 euro per quelle che gestiscono direttamente una casa di riposo, altrettanto viene trasferito alle parrocchie che "amministrano" una scuola dell’infanzia. Un’analoga cifra è stata erogata al Monastero della SS. Annunziata a Fossano (e alle Clarisse di Boves).

Opera diocesana per la preservazione della fede
Circa 100mila euro vanno all’Opera diocesana per la preservazione della fede, che li destinerà ad alcune attività ad essa collegate (ad esempio l’Istituto mons. Signori, il Centro di ascolto "Don Giacinto Favole" gestito dalla Caritas, in in via Boetti a Fossano).

Fondo di solidarietà interdiocesano Covid-19
Altri 50 mila euro (più altrettanti dalla diocesi di Cuneo) confluiscono nel Fondo di solidarietà Covid-19 istituito dalle due diocesi (a cui avevano già contribuito con una somma di 25mila euro) e coordinato da don Flavio Luciano, vicario episcopale per la Carità e impegno sociale. Il fondo avrà così altri 100.000 euro a disposizione per il mondo del lavoro e le case di riposo. Al momento sono confluiti nel Fondo - attraverso donazioni provenienti dalle diocesi e da singole persone o parrocchie - circa 75.000 euro (qui la notizia), di cui 40.000 sono già stati spesi per sostenere le case di riposo (9 in diocesi di Cuneo e 2 in quella di Fossano) per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e per altre spese.

Centri estivi di vacanza per i ragazzi e Fondo diocesano
In vista dell’estate sono stati accantonati 50.000 euro per i centri estivi di vacanza (estate ragazzi parrocchiali, campi scuola delle parrocchie e dell'Ac, oratori...).
Al momento è stato aperto un tavolo di confronto con la Regione e gli oratori, coordinato da mons. Guido Gallese, delegato per la Pastorale giovanile di Piemonte e Valle D’Aosta. Il tavolo ha un ruolo di coordinamento centrale rispetto alla conduzione di altri “tavoli di lavoro” nei territori e circa l’operatività di specifiche commissioni (regionali e diocesane), per non disperdere le forze e garantire un’adeguata qualità delle proposte.

La restante quota (circa 170 mila euro) confluirà in una specie di Fondo diocesano per l’emergenza e verrà erogato a parrocchie ed enti ecclesiali che presentano progetti specifici e mirati. Tutte le spese sostenute andranno documentate indicando i soggetti destinatari, le somme erogate, i relativi giustificativi delle attività realizzate.