“Il Piemonte è in salute e riapre”

La fotografia del governatore Cirio alla vigilia della riapertura dei confini regionali

Alberto Cirio in videoconferenza

La Regione Piemonte ora è in grado di processare 15 mila tamponi al giorno. E il tempo medio di isolamento di un caso positivo è di 3 giorni dall’insorgere dei sintomi (a fronte di una soglia di 5). L’indicatore Rt è a 0,5 quando la soglia è 1, i posti occupati in terapia intensiva sono il 12% quando il massimo è 30%, i contagiati sono il 23% quando non si deve superare il 40%.

Sono i numeri “in ordine” che fanno dire al governatore Alberto Cirio che “il Piemonte è in salute” e che “oggi si può davvero ripartire”. Lo ha detto lunedì 1° giugno, in videoconferenza, all’antivigilia della riapertura dei confini con le altre regioni (e non più soltanto per motivi di lavoro o di necessità) che scatta dal 3 giugno. E lo ha detto con la volontà di cancellare ogni dubbio su quel che - per qualche settimana - è stato definito il “caso Piemonte”, a causa di una crescita preoccupante della curva dei contagi.

Cirio ha portato gli esiti dell’ultima “pagella” del ministero della Salute, che promuove la Regione anche nella capacità di monitorare le positività e di individuare i focolai. Ha ricordato come i test sierologici sinora effettuati indichino una percentuale tra il 3 e il 7% di piemontesi che hanno sviluppato gli anticorpi (e quindi incontrato il virus), ma che soltanto lo 0,1% sia ancora attualmente positivo. E ha fornito - a ulteriore conferma - anche gli ultimi dati giornalieri, che nel pomeriggio del 1° giugno registravano 21 nuovi casi, 9 decessi e 54 posti in terapia intensiva: i numeri più bassi da quando la curva ha cominciato a scendere.

Al suo fianco, o collegati in remoto, il vice Fabio Carosso, l’ex ministro Ferruccio Fazio (a capo della task force tecnica della Regione), l’assessore alla Sanità Luigi Icardi e il collega Matteo Marnati, più il tecnico Bartolomeo Gariglio dell’Unità di crisi (la cui operatività passa da 24 a 12 ore al giorno), hanno confermato nei loro interventi come la situazione sia completamente diversa rispetto a quella di un paio di mesi fa. E in continuo miglioramento, anche per la capacità di risposta del sistema. Un esempio fra gli altri, il laboratorio mobile in arrivo dal Belgio, in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea, che permetterà di effettuare tamponi e test sierologici anche a fini preventivi.

I casi - è stato evidenziato - cominciano a scendere anche nelle Rsa, uno dei tasti più dolenti della gestione dell’emergenza. Ed è possibile - come ha ricordato Fazio - cominciare a pensare modalità e percorsi sicuri perché i familiari possano tornare a incontrare gli ospiti. A breve, forse già in settimana, “potremo dare indicazioni più precise”. È invece esclusa, almeno per ora, la facoltà degli anziani di uscire dalla struttura. “Per questo dovranno aspettare ancora un po’”.

Qualche cenno anche agli indicatori economici: con il “bonus Piemonte” sono già partiti 30 mila bonifici che hanno accreditato 64,7 milioni di euro sui conti correnti degli assegnatari. E la mobilità dei piemontesi - secondo i dati in possesso di Carosso - è tornata al 75% della situazione pre Covid. L’auspicio è che cresca ancora, ad esempio con il via libera alla stagione turistica (il 3 giugno - ha accennato Marnati - riapre la balneazione in 7 laghi e 58 spiagge del Piemonte).

Dal 3 scadrà anche l’ordinanza anti-movida con cui Cirio ha imposto la mascherina a tutti da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno. Indossarla all’aperto tornerà ad essere obbligatorio soltanto se non si rispetta la distanza di 1 metro.