Lannutti compra il sito Michelin di Fossano (AGGIORNATO)

Operazione completata la scorsa settimana

Lo stabilimento (ex) Michelin di Fossano ha un nuovo proprietario. È l’azienda Lannutti, player internazionale nel settore dei trasporti e della logistica, ma con il cuore a Cuneo dove lavorano circa 500 dei suoi 1.900 dipendenti. L’operazione era allo studio da tempo ed è stata completata la scorsa settimana.

Lannutti - come spiega il direttore generale Franco Ghiglione - ha acquisito tutta l’area di via Torino-via Cussanio, che si sviluppa su 270 mila mq (di cui 58 mila mq di fabbricati coperti) e che sarà oggetto di un “piano di riqualificazione per adeguarla alle nuove esigenze: non più quelle di un polo produttivo, ma logistico”. Vorrà dire che alcuni dei fabbricati verranno recuperati con adattamenti, altri invece abbattuti. Il tutto “senza nuovo consumo di suolo”.

“Il primo step di attività - aggiunge - potrebbe partire nell’arco di sei mesi. Ma l’operazione ha un respiro e un’ampiezza superiore, che ci accompagnerà nei prossimi anni, compatibilmente con il mercato”.

Con Fossano Lannutti si doterà di una terza piattaforma logistica in provincia Granda: un tassello di un sistema integrato che comprende anche Cuneo e Mondovì. “Fossano non sarà in competizione con le altre - prosegue Ghiglione -, ma svilupperà la sua vocazione di piattaforma versatile, baricentrica rispetto ai principali distretti industriali locali (Cuneo, Saluzzo/Savigliano, Albese e Monregalese), aperta a soluzioni intermodali, dotata di soluzioni tecnologiche all’avanguardia e connessa ai principali hub e corridoi logistici”.

Nessuna promessa, al momento, sui posti di lavoro. Ma l’acquisto rientra in una prospettiva di crescita e di sviluppo aziendale che potrà avere significative ricadute occupazionali in un settore, quello logistico, in grande fermento. Di certo, l’operazione appena conclusa - un investimento importante nell’ordine delle decine di milioni - rappresenta “un segno di ottimismo e di fiducia verso il territorio, oltre che un’opportunità di crescita e di rinascita di un sito che rischiava di restare abbandonato”.

Una vera e propria boccata d’ossigeno in un periodo economicamente difficile, contrassegnato dalla crisi Covid, e nonostante il deficit infrastrutturale di cui soffre da anni la provincia, dall’eterna incompiuta Asti-Cuneo ai ritardi dei lavori sul raddoppio del Tenda, dalle fragilità della Torino-Savona alla tangenziale dimezzata di Fossano.

“Siamo molto contenti di questo accordo con Lannutti - dicono dalla Michelin -. Per due ragioni: la prima è perché si tratta di un imprenditore consolidato sul territorio. La seconda è perché si tratta di un progetto di peso per l’area fossanese”. “In questi tre anni - aggiungono - ci siamo presi cura dell’area, accollandoci i costi per renderla appetibile. Abbiamo effettuato ricerche, valutazioni, trattative per trovare chi potesse subentrare. E diversi operatori si sono mostrati interessati, con progetti seri e appetibili”.

Non sappiamo se appartenga a questa schiera anche il progetto del parco divertimenti, l’unico divenuto di dominio pubblico, ma mai tradotto in una proposta concreta. Ma l’importante è che alla fine sia arrivata la proposta giusta.

La vendita del sito è l’ultimo atto di una storia - quella della Casa del Bibendum a Fossano - cominciata all’inizio degli anni ’70 con l’apertura dello stabilimento, cresciuta per volumi produttivi e occupazionali fino a superare i 600 dipendenti, poi declinata progressivamente fino all’annuncio della chiusura a dicembre 2015. Gli operai erano ancora 400, ma Michelin promise che nessuno sarebbe stato lasciato solo. E così fu: il sito chiuse definitivamente a giugno 2017. Ma, in quell’anno e mezzo, tutti hanno trovato lavoro in altri siti aziendali, Cuneo in primis, sono stati accompagnati verso altre aziende oppure al prepensionamento. Mancava ancora, però, la seconda parte di quella promessa: quella di non abbandonare al suo destino il sito di Fossano. Anche quella missione ora può dirsi compiuta. “Con un imprenditore serio come Lannutti. E senza speculazioni immobiliari”.