Istat, a Fossano impennata della mortalità ad aprile

+78,6% rispetto alla media del periodo 2015-2019

ISTAT Sede

Il numero di persone contagiate dal virus Covid-19 in Italia ha raggiunto il massimo nel mese di marzo con 113.011 casi (con il picco assoluto il giorno 20 marzo) per iniziare poi a diminuire. Ad aprile i casi scendono a 94.257, a maggio crollano a 18.706 (dato aggiornato al 25 del mese scorso). È quanto si legge nel rapporto sull’“Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente” relativo al primo quadrimestre 2020, diffuso dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) e dall’Istituto superiore di sanità (Iss), selezionando il 92% dei Comuni italiani (quelli per i quali l’Istat dispone di dati consolidati). Come abbiamo già spiegato su La Fedeltà del 13 maggio (pagg.6-7) in occasione del precedente rapporto Istat, è importante prendere in considerazione il dato della mortalità totale (riferibile a tutte le cause): l’epidemia ha provocato un aumento dei decessi che va oltre al numero di persone decedute dopo essere risultate positive al virus. Verosimilmente infatti il Covid-19 ha agito sia anticipando il decesso in individui affetti da gravi patologie, sia incrementando il numero dei morti a causa del sovraccarico del sistema sanitario.

La provincia di Cuneo è in controtendenza
Nella provincia di Cuneo (94,7% dei comuni coperti) ad aprile si registra un aumento di mortalità più consistente di quello del mese di marzo, rispetto alla media degli stessi mesi nel periodo 2015-2019: la Granda passa infatti dal 24,9% di marzo al 49,6% di aprile. La ragione sta nel fatto che la nostra provincia, come altre aree a “media” e “bassa” incidenza, ha raggiunto il picco di contagiati successivamente, entrando così a far parte della non invidiabile “classifica” delle province a classe di diffusione più alta.

Tra le “sette sorelle (tab. 2 in basso) ci sono differenze marcate. Fossano ha registrato una significativa crescita (+34,7%) della mortalità: 59 morti a marzo-aprile 2020 contro una media di 43,8 del periodo 2015-2019. Disaggregando i dati del 1° quadrimestre dell’anno si evince come fino al 31 marzo la mortalità rimane pressoché identica, mentre si impenna nel mese di aprile con un + 78,6%, passando da una media di 19,6 a 35 decessi (21 maschi e 14 femmine). Con riferimento ai mesi di marzo e aprile, Mondovì ha visto “esplodere” i decessi aumentati addirittura del 159% (da 38,6 a 100 morti), a Cuneo la crescita è del 46% (da 108,8 a 159), più contenute Bra e Saluzzo, rispettivamente +20% e +21,7%. La mortalità nei due mesi considerati è rimasta pressoché stazionaria a Savigliano (-1%) mentre ad Alba è addirittura diminuita del 13%.

Nei Comuni dell’area Fossanese (tab. 2) i dati sono statisticamente meno significativi, perché la popolazione è più ridotta, dunque anche solo un decesso in più o in meno (è il caso emblematico di Salmour) può produrre significative variazioni in percentuale. Tra i comuni che hanno registrato a marzo-aprile il maggior incremento di mortalità rispetto alla media dei cinque anni precedenti ci sono Genola (+78,6%), Marene (+53,8%) e Cervere (+38,9%). All’opposto ci sono comuni dove la mortalità ha il segno ‘meno’: Bene Vagienna (-14,6%), Trinità (-16,7%), Centallo (-29,7%), Villafalletto (-47,4%).

Tutti i dati della mortalità per l'Italia su La Fedeltà del 10 giugno

Istat: Mortalità Marzo Aprile 2020 Provincia Cuneo