Affitti a Fossano: “Il mercato è bloccato, dobbiamo puntare sui contratti concordati”

La ricetta anti crisi di Massimo Mariani, referente Asppi. “Ma hanno bisogno di una revisione e di maggiori incentivi”

Fossano dall'alto

“Lo tsunami deve ancora arrivare”. Massimo Mariani, agente immobiliare e referente Asppi di Fossano (Associazione sindacale piccoli proprietari), è preoccupato per la riscossione degli affitti e teme che la “bomba” possa scoppiare in autunno, quando la crisi economica innescata dal Covid comincerà a far sentire i propri effetti nelle tasche degli inquilini.
“Il problema arriverà - aggiunge -: qualcuno non potrà più pagare; qualcun altro, forse, ne approfitterà. Ma i proprietari non possono fare da ammortizzatori sociali”.
Il rischio è quello di un ulteriore irrigidimento del mercato, a Fossano già molto asfittico (con un numero di alloggi sfitti che oscilla tra i 500 e i 700). Una condizione che dipende anche dal mancato inserimento della nostra città tra quelle ad “alta densità abitativa”, che hanno la cedolare secca al 10% anziché al 21%.
“Ad alta densità abitativa - spiega Mariani - sono Cuneo, Bra, Savigliano, Alba, persino Racconigi. Ma non Fossano, per i calcoli effettuati a suo tempo dai tecnici del ministero. Risultato: il proprietario fossanese, a parità di alloggio, paga dai 400 ai 500 euro l’anno di Irpef in più”.
Contro questa spirale negativa - dice Mariani - c’è un’arma che in questi anni ha dimostrato di poter funzionare: quella dei “contratti concordati”. Ma ha bisogno di una profonda revisione, che non può essere effettuata senza l’intervento del Comune. E magari anche di qualche “incentivo” in più.

Intervista su "la Fedeltà" di mercoledì 17 giugno