Porte chiuse ai parenti. Nelle Case di riposo si va avanti con le video e le “vetrochiamate”

L’ultimo Dpcm ha prorogato le limitazioni in vigore.

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Ancora niente visite. Le case di riposo restano chiuse ai parenti, come lo sono da tre mesi abbondanti. L’ultimo Dpcm - quello dell’11 giugno - ha infatti prorogato al 14 luglio le disposizioni in vigore, che limitano gli accessi “esterni” in Rsa “ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”: una formula che nella stagione del Covid - di fatto - ha consentito di aprire le porte soltanto quando lo richiedeva l’aggravarsi delle condizioni di salute dell’ospite. Né la Regione (con le Asl) ha ritenuto di dover allargare le maglie.
Se non interverranno nuove disposizioni, i familiari (e gli ospiti) dovranno pertanto abituarsi ad un altro mese (il quarto) di sacrificio e di distanza, salvo singole iniziative delle Case di riposo, che hanno appena visto passare lo tsunami Covid e a cui è stato lasciato il “cerino” (la responsabilità) di eventuali interpretazioni estensive della norma.

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