L’Italia “deve continuare ad essere prudente e a fare i tamponi”

Le pandemie sono destinate ad essere un tratto della contemporaneità. Parla il consigliere del ministro della Salute che sottolinea l’urgenza di ripensare e rafforzare il sistema sanitario nazionale, “una tra le nostre risorse più preziose”

Vaticano, 7 giugno 2020: Angelus di Papa Francesco in piazza San PIetro - foto SIR/Marco Calvarese
foto SIR/Marco Calvarese

L’Italia “deve continuare ad essere prudente e a fare i tamponi”. Lo ha detto al Sir Walter Ricciardi, ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle regioni italiane, nel corso della conferenza stampa di presentazione online del Rapporto Osservasalute 2019. Rispondendo ad una domanda del Sir, in attesa del parere del Comitato tecnico scientifico (Cts), sulla posizione che l’Italia dovrebbe assumere rispetto alle nuove linee guida dell’Oms – in base alle quali sarebbero sufficienti tre giorni senza sintomi per l’uscita dall’isolamento dei pazienti risultati positivi al Sars-CoV-2 e quindi non occorrerebbero più due tamponi negativi a distanza di 24 ore – Ricciardi ha premesso che l’Oms “si muove sempre a livello globale”. Nello specifico ha fatto le sue valutazioni “in funzione di Paesi come Pakistan, India e Brasile nei guai fino al collo a causa della loro scarsa capacità diagnostica”, che in quei casi “va riservata alle prime diagnosi per individuare i nuovi casi”. L’Oms, ha proseguito l’esperto, “ha raccomandato anche che chi può, deve continuare. La mia posizione, che ho rappresentato al ministro della Salute, è che l’Italia deve continuare a essere prudente”. Nel corso della conferenza stampa è stato sottolineato come l’epidemia Covid-19 abbia rivelato lacune e fragilità del decentramento in sanità mettendo a rischio l’uguaglianza dei cittadini e la capacità di fronteggiare le emergenze. “Il Servizio sanitario nazionale è arrivato a questo tusnami totalmente impreparato – ha osservato Ricciardi -; dopo anni di tagli, debole dal punto di vista strutturale e delle risorse. L’eroismo di medici e infermieri ha fatto sì che tenesse ma questa lezione ci deve insegnare per il futuro che il Ssn è una risorsa preziosa, la nostra opera pubblica più importante” ma è strutturalmente debole e con troppe disuguaglianze tra regione e regione”. Per questo occorre cercare di rifinanziare il sistema, ma in maniera stabile, attraverso il Mes che destina all’Italia 37 miliardi per la sanità con interessi praticamente zero. Se non ridisegniamo e rafforziamo il sistema sanitario nazionale con queste risorse – il monito dell’esperto – condanniamo il Paese ad una sottocapacità assistenziale, considerando che un italiano su due soffre di una patologia cronica”.

Di fronte ai sempre più frequenti episodi di allentamento delle misure di sicurezza, assembramenti, mancato rispetto del distanziamento fisico, soprattutto fra i giovani, il consigliere del ministro della Salute avverte: “Il virus non si è indebolito, è lo stesso di gennaio, con la stessa capacità di diffusione. Se abbassiamo la guardia tornerà, non con gli stessi livelli di febbraio – marzo perché la nostra capacità diagnostica e di trattamento è aumentata, ma tornerà”. Probabilmente “si diffonderà fra i giovani che... continua a leggere

g.p.t. (fonte SIR)