Arriva il sì della Fondazione Crc al matrimonio Intesa-Ubi banca

Il corrispettivo aggiuntivo cash di 0,57 euro ad azione ha rimosso gli ultimi ostacoli all’adesione all’offerta pubblica di scambio

Ora non ci sono più ostacoli sulla strada verso la fusione tra Intesa San Paolo e Ubi Banca, il gruppo bancario con sede a Bergamo che dall’acquisizione di Bre Banca, nel 2016, ha messo radici in provincia di Cuneo. Anche la Fondazione Crc, infatti, ha detto di sì al matrimonio, che aveva fin qui osteggiato nel timore di svendere la propria dote: quel 5,91% delle azioni che ne fanno il primo azionista di Ubi (esclusi i fondi) per un valore che al 31 dicembre scorso ammontava a 196 milioni.

A cambiare le carte in tavola ci ha pensato la proposta migliorativa del “promesso sposo” che all’offerta pubblica di scambio, lanciata a febbraio e fissata a 1,7 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo per una di Ubi, ha aggiunto un corrispettivo in denaro di 0,57 euro ad azione. Vuol dire 652 milioni di euro cash in più agli azionisti e, nello specifico, 40 milioni in più alla Fondazione Crc: una somma che ha fatto cadere le residue riserve dell’Istituto presieduto da Giandomenico Genta e degli altri componenti del Car, il patto di consultazione che raccoglie complessivamente il 19% di Ubi e che si è sempre opposto all’offerta. 

“Intesa Sanpaolo ha dimostrato una disponibilità all’ascolto e un riconoscimento dell’importanza, in questa operazione, del territorio cuneese - recita una nota in arrivo da Fondazione Crc -. Queste nuove condizioni di offerta sono state analizzate approfonditamente, con il supporto degli advisor Société Générale e Studio Pavesio e Associati, dal Consiglio di amministrazione e dal Consiglio generale della Fondazione, riunitisi questa sera (venerdì 17 luglio). Entrambi gli Organi hanno espresso un forte apprezzamento per il lavoro svolto dal presidente e dalla struttura ed hanno unanimemente ritenuto che questi nuovi valori di offerta rappresentino un riconoscimento del valore patrimoniale, organizzativo e commerciale di Ubi Banca, valore evidenziato pienamente, anche nell’ultimo periodo, dalle comunicazioni e dalle iniziative del Consiglio di amministrazione della banca stessa".

Appena assunta la deliberazione, Fondazione Crc ha avvisato i soci del Car, con i quali si è affrontata l’operazione in stretta e continua collaborazione, segnalando le nuove condizioni di offerta e la propria posizione favorevole all’adesione.

Oltre agli aspetti economici, la Fondazione Crc ha valutato positivamente anche gli impegni, dichiarati pubblicamente da Intesa Sanpaolo in caso di successo dell’offerta, relativi all’organizzazione territoriale della nuova realtà aggregata: tra questi, l’istituzione a Cuneo di una nuova Direzione regionale e di una unità della nuova Impact Bank di Intesa Sanpaolo, gli impegni alle assunzioni di giovani a fronte di uscite esclusivamente su base volontaria, il mantenimento delle linee di credito ai clienti comuni di Ubi Banca e Intesa Sanpaolo senza alcuna riduzione.

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 22 luglio