“Ferie di Augusto”, un altro “sold out”

Tutto esaurito, al sito archeologico di Bene Vagienna, anche per "Il Servo astuto": gli organizzatori del festival propongono una replica

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Sold out, un’altra volta. “Il servo astuto”, secondo spettacolo delle “Ferie di Augusto” messo in scena lo scorso 18 luglio, ha fatto il “tutto esaurito” com’era successo il sabato precedente per la pièce d’apertura, “Oh Dio mio!”. La richiesta di biglietti ha spinto gli organizzatori del festival teatrale a fissare una replica: per quanti lo scorso week-end non hanno potuto godersi l’opera di Plauto, l’occasione si ripresenta domenica 26.

L’appuntamento è sempre alle 21,15, come per quasi tutte le altre date in cartellone, e sempre al sito archeologico di frazione Roncaglia a Bene Vagienna, dove dovrebbero svolgersi – a meno che il maltempo lo impedisca – tutti gli spettacoli di questa quindicesima edizione del festival, mentre negli anni precedenti qualche rappresentazione veniva proposta in altri edifici storici della città. Chi vuole partecipare è invitato a prenotare collegandosi all’indirizzo web www.torinospettacoli.com o telefonando allo 011.6615447.

Plauto è probabilmente l’autore più importante per le “Ferie di Augusto”: ad ogni edizione, viene proposta una sua opera. La volontà è quella di portare sul palco una rivisitazione non accademica del commediografo latino, che permetta al pubblico contemporanea di cogliere la “vis comica” dei suoi lavori, di ridere come rideva il pubblico dell’antica Roma. E l’obiettivo è stato raggiunto anche lo scorso 18 luglio, quando gli spettatori hanno potuto assaporare insieme ad “ingredienti” squisitamente plautini, come il servo che beffa il padrone e i continui innamoramenti del figlio di quest’ultimo, numerose allusioni alla nostra realtà contemporanea, in particolare alle mascherine e al “distanziamento” imposti dal coronavirus.

Da citare, in questa breve cronaca della serata, anche (ovviamente) la bellezza del sito archeologico che ospita il festival: il pubblico l’ha potuta ammirare soprattutto all’imbrunire, prima che calasse il buio e fosse illuminato (dalle luci artificiali) il solo palco dove recitano gli attori.