Croce rossa di Centallo: fare volontariato nell’anno del Covid

Filippo Bramardi: "L'emergenza non è ancora finita, non si può fare come se niente fosse"

Croce rossa Centallo, vestizione per ii servizi Covid

"Un paio di settimane fa, nell'arco di pochi giorni, abbiamo prestato assistenza a quattro casi «sospetti» di Covid, con tutto il bagaglio di preoccupazioni che ci si può immaginare. Fortunatamente, si è poi scoperto, erano tutti negativi. Ma la sostanza non cambia: l'emergenza non è ancora finita e i nostri volontari sono lì ad affrontarla. Per questo, proviamo un forte senso di irritazione, per non dire altro, nel vedere giovani (e non solo) che fanno la movida come se niente fosse, senza rispettare le regole sul distanziamento sociale, senza usare le mascherine quando necessario. Lo diciamo ancora una volta: è rischioso, il virus continua a girare".

L'appello arriva da Filippo Bramardi, presidente della Croce rossa di Centallo. I "suoi" volontari sono in prima linea da quando la pandemia è cominciata: hanno vissuto la stagione più critica di marzo-aprile, hanno tirato un sospiro di sollievo a maggio-giugno quando non si sono più verificati nuovi casi, e adesso sono sul "chi va là", nella speranza di non dover tornare a rivivere - per colpa di qualcuno - le sensazioni provate pochi mesi fa.

Intervista su "la Fedeltà" di mercoledì 22 luglio