La magnifica “Bibbia dei poveri” di San Fiorenzo

Straordinario ciclo pittorico del 1472, poco fuori Bastia Mondovì lungo l’itinerario delle cappelle del Tanaro

Sulla riva destra del Tanaro, proprio all’ingresso della Langa, nel territorio di Bastia Mondovì, sorge la chiesetta di San Fiorenzo, autentico gioiello d’arte tardogotica, edificata inizialmente come piccola cappella campestre, riparo per viandanti e pellegrini, prima dell’anno 1000, e poi via via ampliata, fino ad assumere la conformazione attuale. Al suo interno è conservato benissimo un ciclo pittorico davvero suggestivo: 326 metri quadri di affreschi datati 24 giugno 1472, ai quali lavorarono sicuramente più artisti. La cappella è visitabile ormai da oltre 20 anni, grazie alla passione e alla competenza dei volontari dell’Associazione culturale “San Fiorenzo Onlus”, che rendono il bene culturale fruibile, su prenotazione, in ogni periodo dell’anno e assicurano le aperture e le visite estive ogni domenica, da maggio ad ottobre. Varcando la soglia di San Fiorenzo, si entra in una vera e propria “Biblia Pauperum”, la “Bibbia dei poveri”, una raccolta cioè di immagini che rappresentano scene della vita di Gesù e di San Fiorenzo, che servivano appunto da insegnamento popolare, decisamente intuitivo anche per chi non aveva i mezzi e le capacità di accedere alla lettura dei testi sacri.

San Fiorenzo A Bastia Mondovì Esterno

Il terrore dell’Inferno si contrappone alla gioia del Paradiso
La facciata ha un portale in pietra arenaria; nella lunetta è dipinta la Madonna con il bambino tra San Fiorenzo e San Giovanni Battista. All’interno, nel presbiterio, dietro l'altare sono raffigurati in alto, la Crocifissione sullo sfondo delle mura di Gerusalemme. Sotto, al centro, una delicatissima Madonna tra San Fiorenzo che offre fiori al Bambino e San Martino; a sinistra, San Sebastiano, a destra, San Michele e San Bartolomeo. La parete a destra era tutta destinata a San Giorgio, in lotta con il drago per salvare la principessa. Sulla volta, il Cristo benedicente e gli Evangelisti. Sull'arco trionfale, in alto, l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria, sotto San Domenico e San Francesco. Nella navata, sulla parete di destra, spiccano nove quadri con la vita e i miracoli di San Fiorenzo, martire della Legione Tebea che venne decapitato. Due imponenti riquadri di circa 50 metri quadrati ciascuno raffigurano invece il Paradiso: gioioso, festoso ed armonioso con sei schiere di Santi in contemplazione dell’incoronazione della Vergine, attorniata da una moltitudine di angeli musicanti. Alla base, le opere di misericordia che indicano il cammino da seguire per giungere alla salvezza e alla gioia eterna. Grande spazio, verso la fine della navata, è dedicato alla raffigurazione dell’Inferno. La scena appare lugubre, triste, spaventosa. Satana, al centro, sevizia sotto i suoi piedi avvocati e procuratori, mentre una serie di diavoli, tutto intorno, è intenta a torturare nei modi più crudeli, peccatori di ogni genere. Nella parte bassa del riquadro, la cavalcata dei vizi, che unisce e lega i sette peccati capitali e conduce alle fauci del “Leviatano”, dove i malcapitati sono attesi da terribili pene. Seguono dodici quadri con scene della vita di Sant’Antonio Abate, mentre sulla parete di fondo sono raffigurate sette scene dell’infanzia di Gesù, ispirate ai Vangeli apocrifi, con riferimenti a credenze popolari. Sulla parete di sinistra, infine, ventidue iconografie della Passione di Cristo, che si concludono, nell’ultimo riquadro, con la resurrezione, simbolo di vita eterna e nuova.

Bastia, Cigliè, Rocca Cigliè e Niella Tanaro: ecco le “cappelle del Tanaro”
La chiesa di San Fiorenzo è capofila nel progetto “Le cappelle del Tanaro sulle vie dei pellegrini e del sale”, nato nel 2013 da un’idea dei presidenti dell’Associazione culturale San Fiorenzo, Aldo Clerico e della Pro loco di Niella Tanaro, Emanuele Rovella. Il proposito è quello di recuperare e valorizzare le numerose testimonianze di arte sacra del territorio. Una necessità emersa e coltivata con passione negli anni, partendo dal restauro della chiesa di San Fiorenzo, fino all’organizzazione di numerosi eventi e iniziative, che hanno sempre più fatto crescere la consapevolezza e il desiderio di riportare alla luce il patrimonio unico e di grande valore disseminato tra le colline e le borgate dense di storia, poste lungo il Tanaro. L’occasione di realizzare tutto ciò si presenta con il ‘bando valorizzazione’, promosso dalla Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, da sempre attenta a queste tematiche. Viene quindi elaborato un progetto che sia il più efficace possibile e che riesca a comprendere il maggior numero di realtà individuate nel corso degli anni, sono quindi coinvolti i comuni di Cigliè e Rocca Cigliè, con i quali da sempre vi è un rapporto intenso di collaborazione, e individuato un tema trasversale e centrale per la storia di questi luoghi: le vie che li collegavano, le persone che le percorrevano e i motivi che le spingevano a farlo. Nel circuito delle “cappelle del Tanaro”, oltre a San Fiorenzo, sono inserite le cappelle di San Dalmazzo, di San Rocco e la Confraternita di San Giovanni Battista a Cigliè, la chiesa di Santa Maria Assunta di Rocca Cigliè e la chiesa di Santa Maria, la cappella di Sant’Anna e la ex Confraternita dei Disciplinanti di Sant’Antonio, a Niella Tanaro. Tutte le chiesette sono visitabili, grazie ad una rete di volontari locali che si occupa delle aperture (info su www.cappelledeltanaro.it).

San Fiorenzo a Bastia Mondovì