Scuole chiuse in molti Paesi e disagio economico, i giovani pagheranno prezzo enorme

È l’allarme lanciato da Caritas italiana e Focsiv, nell’ambito della Campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano"

Dacci Oggi Il Nostro Pane Quotidiano Focsiv
Il manifesto della campagna Caritas - Focsiv

Saranno le giovani generazioni a pagare il prezzo enorme della pandemia, in conseguenza della chiusura forzata dell’anno scolastico per il Covid-19 e del disagio economico vissuto dalle famiglie. È l’allarme lanciato oggi (2 settembre) da Caritas italiana e Focsiv, nell’ambito della Campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.  “Il disagio economico che oggi vivono molte famiglie – avvertono i due organismi – in molti i casi porterà all’impossibilità di sostenere le spese connesse alla frequenza scolastica, come il pagamento delle rette, oppure l’acquisto di libri e dei materiali scolastici; mentre, in altri casi, si farà ricorso per necessità al ‘serbatoio di forza lavoro’ rappresentato dai minori”. Secondo un esperto del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo umano, i tassi di iscrizione alla scuola primaria sembrano ritornati al livello degli anni ’80, con un regresso di 30 o 40 anni sugli sforzi compiuti dalla comunità globale per assicurare a tutti e a tutte il diritto all’educazione di base.

L’Unesco stima che 23,8 milioni di bambini e giovani – dalla scuola materna all’istruzione terziaria – potrebbero abbandonare o non avere accesso alla scuola il prossimo anno scolastico. “Se dunque l’impatto a breve termine della diffusione della pandemia è stato pagato dalle persone più avanti negli anni, a causa della fragilità dal punto di vista della salute – constatano – il rischio è che il costo maggiore a medio e lungo termine sia pagato dalle giovani generazioni”. Secondo l’Unicef gli effetti della pandemia hanno toccato più di 1,5 miliardi di studenti a livello globale e 1 miliardo di studenti non hanno ancora avuto la possibilità di rientrare a scuola. Si calcola che non meno di 463 milioni di bambini non abbiano avuto alcun accesso a modalità alternative di didattica a distanza. Inoltre, la chiusura delle scuole “per almeno 346 milioni di bambini ha significato perdere l’unico pasto quotidiano completo e con un giusto apporto nutrizionale”. Durante il lockdown si è anche verificato un aumento della violenza domestica, sulle donne e sui minori, dei matrimoni precoci e delle gravidanze indesiderate.