Tenet

Tenet Personaggi

di Christopher Nolan; con John David Washington, Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson, Michael Caine, Kenneth Branagh.
Atteso da mesi e (finalmente) approdato in sala mercoledì 26 agosto, già dal pre-lockdown “Tenet” era uno dei titoli più forti del cartellone ed è dunque comprensibile che la Warner riponga sul nuovo film di Christopher Nolan grandi speranze. Scritto, diretto e finanche prodotto da Nolan, il film (distribuito in Italia in 700 copie) è un’imponente e spettacolare spy-story (con una poderosa spruzzata di fantascienza visionaria) che vede al centro della vicenda un agente americano senza nome (John David Washington) che lavora per la Cia. Coinvolto in un’operazione in Ucraina, durante un attentato terroristico in un teatro dell’opera l’agente scoprirà che in realtà la missione aveva (anche) il duplice scopo di testare la sua fedeltà alla Cia e valutare al contempo la sua propensione a rischiare la vita per salvare persone innocenti. Da lì in poi, il protagonista verrà coinvolto in un intricato e complesso incarico dal cui (buon) esito dipenderà la sopravvivenza del mondo intero e che porterà il protagonista ai quattro angoli del globo, dall’Ucraina all’India, dalla Costiera Amalfitana a Oslo, dagli Stati Uniti all’Estonia per confrontarsi con gli uomini e l’organizzazione di Sator (Kenneth Branagh), il villain di turno che tiene in scacco il mondo. Magniloquente, costosissimo (oltre 200 milioni di dollari di budget) e colossale, nel senso etimologico del termine (il film è girato in 70 millimetri e in Imax, formati che esaltano i set grandiosi e le scene con effetti speciali), “Tenet” (che forse non è il miglior film di Nolan) conferma ancora una volta la vera e propria ossessione che il regista inglese ha per il tema del tempo che anche in questo film (come già in “Inception” e “Dunkirk”) svolge un ruolo centrale, tanto da far pensare che sia la fabula che l’intreccio di questo spy-movie siano costruiti da Nolan semplicemente come un’occasione per riflettere sui dilemmi della temporalità. Da vedere.