“Gran Piemonte”, la sfida di Coldiretti per la filiera del grano

Il progetto per la produzione e commercializzazione di frumento tenero “made in Piemonte”

Gran Piemonte

Il modello di riferimento è quello del Fossanese e della provincia di Cuneo, dove un gruppo di agricoltori, seguito dai tecnici del Catac, rifornisce di grano la Barilla, sin dal 2008, per i suoi prodotti dolciari (i biscotti del Mulino Bianco) nel rispetto di una serie di parametri colturali.

Da questa formula, che coinvolge oggi circa 310 soci in tutta la Granda, per un totale di 120-150 mila quintali di grano conferito all’anno, Coldiretti Piemonte ha tratto lo spunto per il progetto “Gran Piemonte” con cui rilanciare, “puntando sulla distintività”, la filiera del frumento tenero in tutta la regione.

Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale, parlano di “una nuova sfida che lanciamo proprio in un periodo in cui l’economia globale e del nostro territorio è in ristagno”. Ma - aggiungono - “questa situazione deve essere di ulteriore stimolo per dare una prospettiva di reddito a medio-lungo periodo alle nostre imprese cerealicole”.

Il punto di partenza è l’accordo quadro con il Consorzio agrario Nord-Ovest, che si è impegnato a fornire le sementi e a garantire lo stoccaggio del grano nei propri silos. Il passo successivo sono i contratti di filiera con l’industria agroalimentare. Ne sono già stati siglati quattro, alcuni analoghi a quelli già stipulati dai pionieri fossanesi, altri migliorativi. Sono quelli con la stessa Barilla, con Molino Nova e, per quantitativi minori, con Galbusera per il conferimento - anche questa una novità assoluta - di una miscela di diversi grani, selezionati già in campo, in sacchi logati “Filiera Gran Piemonte”.

L’obiettivo, in una prima fase, è quello di fornire a queste agro-industrie del settore dolciario circa 300 mila quintali l’anno di frumento tenero che verrà trasformato “per creare prodotti da forno veramente 100% made in Piemonte e valorizzare il lavoro dei nostri imprenditori che investono e ci credono”. L’ambizione è quella di crescere via via, coinvolgendo altri partner industriali, fino a raggiungere 1 milione di quintali.

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 2 settembre