Cirio: “La temperatura la misuri la scuola”, ma ai dirigenti la soluzione non piace

scuola banchi aula

Saranno le scuole, oltre alle famiglie a casa, a dover misurare la temperatura di ogni studente all'ingresso degli istituti. Ogni mattina. Lo stabilisce il Piemonte con un'ordinanza firmata dal presidente Alberto Cirio e che va in controtendenza con quanto stabilito dal Governo che chiede la temperatura venga misurata prima di uscire di casa. Ma "il Piemonte ritiene che un elemento così delicato e importante non possa essere lasciato alle singole sensibilità. Per questo abbiamo voluto introdurre per le scuole un obbligo di verifica" spiega il Governatore.
Quindi, da lunedì, oltre a dover garantire il distanziamento, controllare che gli studenti indossino la mascherina e verificare che rispettino i "flussi" indicati attraverso le frecce poste sul pavimento le scuole dovranno misurare la temperatura con i termoscanner per l'acquisto dei quali la Regione ha stanziato 500 mila euro.
"Qualora l’istituto, per ragioni oggettive e comprovate, non fosse nelle condizioni di farlo, dovrà prevedere un meccanismo di verifica quotidiana (attraverso una autocertificazione che potrà essere fornita sul registro elettronico, sul diario o su un apposito modulo) per controllare che la temperatura sia stata effettivamente misurata dalla famiglia - stabilisce ancora l'ordinanza -. Nel caso in cui uno studente dovesse presentarsi senza tale autocertificazione, la scuola avrà l’obbligo di misurare la febbre per consentirne l’ingresso in classe".
Un'ordinanza, l'ennesima, che arriva a ridosso dell'avvio delle scuole (previsto per lunedì 14 settembre) e che complica molto l'organizzazione. Un'ordinanza che non piace a molti dirigenti scolastici perché questo processo comporta un enorme dispendio di tempo e il rischio, soprattutto per gli istituti più numerosi, è che almeno la prima ora di lezione si perda con gli studenti in fila in attesa della misurazione, a scapito della didattica.
Se le scuole ricorreranno invece alla raccolta delle autocertificazioni si mette in dubbio, in ogni caso, la veridicità delle stesse e si aumenterebbe il carico burocratico per le famiglie e per gli istituti.
Ad opporsi all'ordinanza della Regione è anche l'Ufficio Scolastico Regionale: il direttore regionale Fabrizio Manca la definisce una “iniziativa tardiva e impropria”. “Si decide - spiega ancora Manca in un duro comunicato - senza valutarne gli impatti, di cambiare le regole dettate dal Governo per la riapertura in sicurezza delle scuole in base alle quali i dirigenti scolastici hanno pianificato con grande fatica e complessità l’organizzazione del servizio. In molti casi, ad esempio, si sono differenziati gli orari di ingresso per evitare assembramenti con puntuali comunicazioni alle famiglie e ora i dirigenti saranno costretti a rimodularli perché dovranno considerare il tempo della misurazione e per il controllo delle autocertificazioni. Parliamo di scuole che mediamente accoglieranno 1000/1200 studenti”.
Il direttore generale precisa, inoltre, di avere espresso al Presidente queste perplessità
chiedendogli “di rinviare ogni valutazione a dopo la riapertura, alla luce dell’andamento,
accuratamente monitorato, della situazione epidemiologica, ma purtroppo non sono riuscito a convincerlo”