I presidi, l’ordinanza di Cirio inutile e dannosa per la scuola

Duro comunicato firmato da decine di dirigenti scolastici della provincia aderenti all’Anp

epa08639490 A teacher measures temperature to a child on the first day of classes in a school in Ourense, Galicia, 01 September 2020. Private kindergartens have been the first to start classes after the summer holidays with the protocols established to avoid coronavirus spread. EPA/Brais Lorenzo
foto ANSA-SIR

A poche ore dalla ripresa delle lezioni, decine di dirigenti scolastici della provincia di Cuneo hanno scritto un duro documento contro l’ordinanza emanata mercoledì scorso dalla regione Piemonte, accusata di “ostacolare terribilmente” la ripartenza della scuola, creando non pochi problemi agli istituti scolastici e alle famiglie. “Una misura, quella di Cirio, inutile e dannosa” sottolineano. E aggiungono che sarà molto complicato rispettarla: “Nella maggior parte delle scuole cuneesi, infatti, è stato accertato che non sarà fisicamente possibile misurare la febbre agli studenti prima di entrare, salvo cominciare le lezioni tutti i giorni dopo le 10”.
Il comunicato è firmato da Ivan Re, presidente provinciale dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi). Lo riportiamo di seguito.

«L’ordinanza Cirio ostacola terribilmente la ripartenza a scuole e famiglie. Giovandosi di una fasulla notizia circolata sui media secondo la quale aumenterebbe il grado di sicurezza: è piuttosto vero il contrario.
Nella maggior parte delle scuole cuneesi, infatti, è stato accertato che non sarà fisicamente possibile misurare la febbre agli studenti prima di entrare, salvo cominciare le lezioni tutti i giorni dopo le 10 (è facile fare il calcolo se si considera che il numero di allievi supera spesso i mille per scuola). Si dovrà quindi, ai sensi del decreto Cirio, chiedere a tutti i genitori di stampare e compilare ogni santa mattina l’autocertificazione ai propri figli prima di uscire di casa e alle scuole di raccogliere e controllare all’ingresso tonnellate di carta, che costituiranno tra l’altro ulteriore potenziale occasione di diffusione del virus.
Le frange di negazionisti Covid, che tanto spaventano il Presidente del Piemonte, così come potevano firmare “falsamente” (e senza possibilità di controllo) l’autocertificazione cumulativa del Comitato tecnico scientifico, firmeranno “falsamente” le autocertificazioni giornaliere del decreto Cirio: quindi dov’è il vantaggio?
Con l’aggravante che molti genitori in buona fede, in forza di questo tardivo decreto, lasceranno alla scuola l’onere della misurazione della temperatura e faranno viaggiare i figli sui mezzi senza (in caso di febbre) trattenerli prudenzialmente a casa. Creando così ulteriori situazioni di contagio, del tutto evitabili.
È una misura, quella di Cirio, inutile e dannosa, dal sapore strumentale, che non rispetta scuole e famiglie piemontesi. Speriamo (tutti) possa essere impugnata nelle sedi proprie. E specialmente auspichiamo che le famiglie, sottoposte ogni giorno ad un inutile adempimento burocratico, non scarichino poi sulle scuole (che dovranno loro malgrado ottemperare) le loro comprensibili reazioni di esasperazione, che andranno più propriamente indirizzate a chi ha voluto questa misura.
È davvero triste constatare che l’intenso lavoro estivo di molti possa essere vanificato, a pochi giorni dalla ripartenza (e dalle elezioni!), sull’altare di logiche che alla contesa elettorale sembrano guardare ben più che al bene dei ragazzi».

Ivan Re, Presidente Provinciale ANP Cuneo,
per il direttivo ANP Sezione di Cuneo