Su Tv2000 il docufilm “Semi di speranza” su eccidio di Boves

Nel documentario - in onda sabato 19 settembre - la storia del martirio di don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo e dell’imprenditore Antonio Vassallo. Postulatore causa beatificazione dei due sacerdoti: “Hanno dato tutto per la gente e lo hanno fatto nella maniera più eroica e concreta”

Don Giuseppe Bernardi E Don Mario Ghibaudo
foto tv2000

La storia dell’eccidio di Boves e del martirio di don Giuseppe Bernardi, don Mario Ghibaudo, per i quali è in corso la causa di beatificazione, e dell’imprenditore Antonio Vassallo. La prima strage nazista compiuta in Italia raccontata nel documentario ‘Semi di speranza’ in onda su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky), sabato 19 settembre ore 22.50. Nel documentario a cura del giornalista del Tg2000 Luciano Piscaglia, che viene presentato in anteprima a Boves il 18 settembre alle 20.30, si intrecciano i documenti dell’epoca e i ricordi dei testimoni oculari, degli storici locali e di una intera comunità, divenuta nel tempo, sull’esempio dei due sacerdoti martiri, ‘scuola di pace’ e ambasciatrice di dialogo in Italia e in Europa.
Il 19 settembre 1943 a Boves, paese in provincia di Cuneo, furono uccise 23 persone e bruciate 350 abitazioni. Morirono, trucidati dalle SS, anche il parroco don Giuseppe Bernardi e il suo giovane coadiutore don Mario Ghibaudo, che non vollero abbandonare la loro comunità. Nel dopoguerra, nel ricordo dei due sacerdoti, nacque a Boves la prima ‘Scuola di pace’ e il paese si gemellò con Schondorf, la cittadina della Baviera in cui è sepolto Joachim Peiper, il comandante delle SS responsabile dell’eccidio. Nel documentario emerge la memoria viva del sacrificio di don Bernardi e don Ghibaudo, testimoni di pace e di riconciliazione.
“Don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo – racconta nel documentario di Tv2000, don Bruno Mondino, Postulatore della Causa di Beatificazione dei due sacerdoti - erano i preti di tutti, erano i preti della gente. Erano due preti di generazioni diverse, ma sono venuti a Boves con l’idea di dare tutto per la gente; non ne hanno fatto una bandiera, ma in realtà l’hanno fatto nella maniera più semplice, più concreta e più eroica quel 19 settembre 1943”. “Don Mario e don Giuseppe – prosegue Mons. Heinrich Weiss, Parroco di Schondorf, il paese della Baviera in cui è sepolto il maggiore delle SS J. Peiper, responsabile dell’eccidio di Boves - per me sono come un segnale di Dio: che dobbiamo metterci uno di fronte all’altro, che dobbiamo donarci perdono e pace. Il mio desiderio è che ambedue possano diventare i patroni per la pace per l’Europa intera”.

La storia
Boves, provincia di Cuneo. Settembre 1943. Un reparto delle SS, guidato dal maggiore Joachim Peiper, entra in contatto con una formazione partigiana. Un militare tedesco viene ucciso, altri due presi prigionieri. Il comandante SS ordina al parroco, don Giuseppe Bernardi, e ad un imprenditore del paese, Antonio Vassallo, di trattare con i partigiani: se non otterranno la restituzione dei prigionieri e del militare ucciso, il paese sarà distrutto. La missione di Vassallo e don Bernardi ha successo, ma il maggiore Peiper ordina ugualmente la rappresaglia. I soldati tedeschi incendiano, distruggono e uccidono. Quel giorno moriranno 23 persone e saranno bruciate 350 case. È il primo eccidio nazista compiuto in Italia. Don Giuseppe Bernardi e Antonio Vassallo sono costretti ad assistere al massacro e poi scompaiono. I loro resti carbonizzati saranno ritrovati il giorno dopo. Tra le vittime, anche un altro sacerdote, don Mario Ghibaudo, ordinato da soli tre mesi, che si adopera per salvare le orfanelle e gli anziani, ma proprio mentre sta impartendo l’assoluzione a un uomo morente viene raggiunto da una raffica di mitra che gli “amputa” la mano alzata per benedire e viene poi trucidato a colpi di baionetta.
Negli anni successivi, sull’eccidio cala il silenzio. Il maggiore Peiper non fu neppure processato. Ma la memoria dell’accaduto è rimasta viva negli abitanti di Boves, soprattutto il sacrificio dei due sacerdoti, dei quali è iniziata la causa di beatificazione. Nel loro nome, nasce a Boves, nel 40° anniversario dell’eccidio, la prima “Scuola di Pace” in Italia e, 30 anni dopo, si compie il gemellaggio con la comunità di Schondorf, la cittadina della Baviera in cui è sepolto il comandante delle SS che ordinò l’eccidio.