Temperatura misurata a scuola: il Tar non concede la sospensiva d’urgenza

Primo round per Cirio: ora si attende discussione in via ordinaria dell’istanza di sospensiva davanti all’intero Collegio, che è stata fissata per il 14 ottobre

epa08639490 A teacher measures temperature to a child on the first day of classes in a school in Ourense, Galicia, 01 September 2020. Private kindergartens have been the first to start classes after the summer holidays with the protocols established to avoid coronavirus spread. EPA/Brais Lorenzo
foto ANSA-SIR

Il Tar del Piemonte non ha accolto la richiesta del Governo di sospendere in via d'urgenza, in via monocratica, l’ordinanza della Regione Piemonte che obbliga gli istituti del territorio a verificare quotidianamente che le famiglie misurino effettivamente ai figli la febbre a casa al mattino, e a farlo in via sostitutiva se i genitori non autocertificano di averlo fatto.

L’ordinanza del Piemonte continua a essere, quindi, pienamente in vigore, in attesa dell’udienza camerale per la discussione in via ordinaria dell’istanza di sospensiva davanti all’intero Collegio, che è stata fissata per il 14 ottobre.

"Sono felice della scelta - dichiara il presidente Cirio - prima di tutto perché la scelta del Piemonte punta a garantire più sicurezza per i propri cittadini, introducendo un livello di controllo in più per tutelare la salute di bambini e ragazzi, del personale scolastico e dei nonni".

"In un Paese normale - aggiunge -, dove lo Stato ha obbligato le aziende e gli uffici pubblici a misurare la temperatura a chi entra nei loro locali, questa verifica sarebbe stato giusto garantirla anche a scuola, dove c’è il bene più prezioso da tutelare: i nostri figli che sono il nostro futuro".

"Sono dispiaciuto - conclude - che la scelta del Governo sia stata quella di entrare in netto contrasto con il Piemonte, invece che considerarlo un esempio, e ringrazio ancora una volta i dirigenti e il personale delle scuole piemontesi, molte delle quali si erano già organizzate da mesi ad attuare un controllo maggiore senza attendere che fosse il Governo o la Regione a richiederlo".

L'ordinanza della Regione era stata duramente contestata da molti addetti ai lavori per l'approvazione tardiva (a pochi giorni dall'inizio delle lezioni), il trasferimento dell'onere dai genitori alla scuola, i tempi di misurazione (che riducono quelli dell'attività didattica) con il relativo appesantimento del carico burocratico (le auto-certificazioni da controllare giornalmente) e una sostanziale pretesa inutilità (dal momento che i genitori possono comunque dichiarare il falso e, in questo modo, by-passare il controllo scolastico).

Il primo round, tuttavia, è stato a favore della Regione.