Chiamate un dottore!

Chiamate un dottore

di Tristan Séguéla; con Michel Blanc, Hakim Jemili, Solène Rigot, Franck Gastambide, Fadily Camara.

Medico settantenne cinico e sfiduciato, Serge Manou Mani si trova a svolgere il turno di guardia la sera di Natale in una Parigi che ancora non conosce la pandemia e il termine Covid. Serge (interpretato da un ottimo Michel Blanc) non ha più nulla in cui credere (e nel corso della vicenda capiremo meglio perché), beve come un ussaro e non sopporta più i suoi pazienti che, a onor del vero, sarebbero piuttosto insopportabili anche per qualcuno più malleabile ed empatico di lui, ma tant’è. In una notte che sembra non finire mai, Serge passa da una visita all’altra bersagliato dalle telefonate della segretaria del centro medico che gli assegna incarichi su incarichi ricordandogli ad ogni piè sospinto il suo pessimo stato di servizio che lo stressato dottore non fa nulla per migliorare, guidando (e visitando) in stato di ebbrezza e imbottendosi di tranquillanti.
Giunto all’indirizzo dell’ennesima paziente, Serge fa la conoscenza di Malek (Hakim Jemili), un fattorino di Uber Eats che sta consegnando a Rose (Solène Rigot), la ragazza cha ha chiamato il medico, un piatto caldo per cena. L’incontro tra il rude Serge e l’ingenuo Malek darà vita ad un’alchimia sorprendente anche perché il medico viene improvvisamente colpito da un terribile mal di schiena che lo costringe a chiedere, suo malgrado, l’aiuto di Malek che si improvviserà ...medico!
Commedia frizzante e simpatica che si regge sull’opposizione e diversità dei due protagonisti – tuttavia è meglio il rude Serge dell’eccessivamente stolto Malek – il film strappa nel complesso più di una risata, benché le situazioni paradossali in un cui i protagonisti si vengono a trovare veleggino in molti casi tra l’improbabile (una famiglia intera intossicata dal monossido di carbonio, un caso di morte apparente, un parto in casa …tutto in una notte…) e l’impossibile.