Centallo, tornano in chiesa le spoglie di don Gerbaudo

Due giorni di preghiera venerdì 25 e sabato 26 settembre per la traslazione dei suoi resti mortali

Centallo Don Gerbaudo Messa

Una due giorni intensa quella in programma nella comunità ecclesiale di Centallo il 25 e 26 settembre, con un susseguirsi di celebrazioni in occasione della traslazione dei resti mortali di don Stefano Gerbaudo, Servo di Dio, morto il 28 settembre di 70 anni fa.
La traslazione ha un significato importante nella vita della Chiesa e affonda le sue radici nei primi secoli della storia del Cristianesimo quando, terminate le persecuzioni dell’Impero Romano nei confronti delle nascenti comunità cristiane, le tombe dei santi assumono un ruolo centrale nella devozione dei fedeli. A distanza di secoli, il principio che sta alla base della venerazione dei corpi dei santi è rimasto il medesimo: vicino a loro si attinge la forza per la testimonianza della fede, ci si confronta sulla autenticità del nostro impegno, si chiedono grazie e favori. In questo ambito - come ha scritto Gianpiero Pettiti su “la Fedeltà” di mercoledì 16 settembre - va considerata anche la traslazione di don Gerbaudo dal cimitero alla sua chiesa parrocchiale, perché è in questa chiesa che è nato alla fede, ha ricevuto da piccolo l’Eucaristia; qui ha celebrato la sua prima messa, ha predicato e celebrato per le sue giovani.

Il programma
Si comincia nel tardo pomeriggio di venerdì 25 settembre con il prelievo dell’urna dalla tomba dei sacerdoti, nel cimitero di Centallo, in forma strettamente privata. Verrà subito trasferita nella chiesa parrocchiale, dove alle 21 avrà inizio una veglia di preghiera comunitaria, presieduta dal vicario generale don Pierangelo Chiaramello. L’urna sarà poi vegliata per l’intera notte, con turni di un’ora ciascuno, animati dalle varie componenti ecclesiali della Diocesi. La maratona di preghiera terminerà alle 8 del mattino successivo con la recita comunitaria delle Lodi mattutine, ma attorno all’urna si potrà pregare anche per l’intera giornata (fino alle 18,30) di sabato 26 settembre, dove, almeno nella mattinata, sarà anche possibile accostarsi al sacramento della penitenza, pienamente in linea con la spiritualità gerbaudiana, che aveva nella confessione uno dei suoi insostituibili pilastri.
Alle 20 inizierà poi la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Piero Delbosco, nel corso della quale l’urna sarà tumulata nel nuovo sepolcreto, realizzato nella cappella di San Giuseppe. L’accesso alla chiesa sarà contingentato e sarà obbligatorio l’uso della mascherina. Entrambe le celebrazioni saranno trasmesse in diretta sul canale Youtube della diocesi di Fossano e, inoltre, la messa di sabato sera sarà proiettata su maxischermo posizionato sulla facciata della chiesa, per chi non potrà accedere all’interno dell’edificio.

Le tappe di un lungo percorso
La traslazione è una tappa nel lungo e complesso percorso che potrebbe portare don Gerbaudo agli altari della santità. Una fama che lo accompagnò già in vita e che non venne mai meno in questi decenni. Tanto che nel 2009, sull’onda delle celebrazioni per il centenario della nascita, l’allora vescovo di Fossano mons. Giuseppe Cavallotto decideva di affrontare con decisione il complesso iter di un’inchiesta diocesana.
Queste le tappe: il 3 ottobre 2010 viene avviata l’inchiesta diocesana; il 5 gennaio 2012 arriva il nullaosta della Congregazione per le Cause dei Santi, cui segue la pubblicazione del relativo editto il 15 marzo 2012. Il 28 marzo 2013 si insedia il Tribunale diocesano sotto la presidenza del delegato vescovile don Vincenzo Vergano, che nei mesi successivi esamina una trentina di testimoni. Il 24 agosto dello stesso anno si procede alla ricognizione canonica dei suoi resti mortali, che saranno in un secondo tempo depositati provvisoriamente nella tomba dei sacerdoti centallesi, in attesa della definitiva sepoltura privilegiata nella chiesa parrocchiale. Il 22 marzo 2019 la Congregazione emette il decreto di validità dell’inchiesta diocesana “super virtutibus” e successivamente autorizza la traslazione dei resti mortali di don Stefano, già rinviata per due volte a causa dell’emergenza sanitaria, e adesso programmata per il 26 settembre con il trasporto dell’urna in chiesa, dove nel frattempo è stato realizzato il nuovo sepolcreto nella cappella di San Giuseppe.

Su "la Fedeltà" di mercoledì 23 settembre