La “trappola” del risparmio

L’aumento dei depositi sui conti correnti è un segnale di paura

risparmio

In un anno, da luglio 2019 a giugno 2020, i soldi liquidi depositati in banca (o altrove) dagli italiani sono aumentati di 93 miliardi di euro. Tendenza che è proseguita anche nei mesi di luglio e agosto 2020: altri 17 miliardi di euro messi in conti correnti o nei depositi. Dati forniti dall’Associazione bancaria italiana. Buona notizia, dunque?
No. Significa che gli italiani hanno paura, hanno sfiducia nel futuro, non spendono, non investono. E non c’è niente di peggio che negare benzina al motore di un’auto che va: rallenterà la sua corsa sempre di più.
Non investire significa non acquistare un macchinario per far crescere la produzione; non trattare un capannone o un terreno per ingrandirsi; non traslocare in un ufficio più grande per soddisfare più clientela; non promuovere i propri prodotti o servizi per accrescere i fatturati. Significa non dare fiato a nuova occupazione o, peggio, mettersi nelle condizioni di ridurre il numero dei lavoratori. Meno stipendi, meno utili significa pure meno denaro in circolazione, con minori acquisti e maggior bisogno di un aiuto pubblico.
Significa infine – e dispiace che i profeti della decrescita se ne dimentichino con facilità – meno soldi a disposizione dello Stato per i suoi servizi e per il welfare, poiché tasse, imposte e accise derivano dai redditi da lavoro e dagli acquisti. Con che soldi pagheremo insegnanti, medici, poliziotti, pensioni, assistenza sociale?
Ecco dunque perché è fondamentale che i soldi in arrivo dall’Europa siano impiegati per far ripartire la macchina italiana. Lo capiremo dalle scelte governative: ci sono quelle che spingono gli investimenti, e quelle che si trasformano in una distribuzione a pioggia di denaro, prontamente messo da parte. Anche sul piano degli investimenti, ce ne sono di fondamentali e lungimiranti, come di sostanzialmente inutili o dannosi. Spostare una montagna di terra da destra a sinistra aumenta il Pil e garantisce soldi a chi spala; ma non apporta alcun beneficio né a breve né a lungo termine.
Soprattutto, bisogna infondere fiducia negli italiani, spaventarli di meno. Per dire: la situazione sta distruggendo molti posti di lavoro e, per paradosso, ce ne sono altrettanti che non trovano alcuno che voglia farsi avanti. Abbiamo appunto molti risparmi alle spalle per proteggerci nel breve periodo. Non siamo insomma alla vigilia delle invasioni barbariche.

Nicola Salvagnin (fonte Sir)