“Per il tenda bis si ipotizza un nuovo tracciato”

Il tunnel potrebbe superare i 5 km, da Panice Inferiore a Vievola

Il tunnel di Tenda dal lato italiano poco dopo l'alluvione di ottobre 2020

Rivedere il progetto della seconda canna del tunnel e rafforzare i collegamenti ferroviari. Ecco le due richieste arrivate sul tavolo del ministro delle Infrastrutture Paola DeMicheli, presentate dall’Ad di Anas, Massimo Simonini, e dal  responsabile Piemonte e Valle d’Aosta dell’ente strade, Angelo Gemelli. L’alluvione che a inizio ottobre si è abbattuta in particolare sulla zona di Limone Piemonte e sul valico francese ha comportato il crollo del collegamento tra Italia e Francia, danni per milioni di euro alla viabilità e la necessità di ripensare a come garantire scambio di persone e merci attraverso le valli Vermenagna e Roya.
La proposta di modifica del tracciato, che valuteremo la prossima settimana in ministero, prevede di realizzare il tunnel più in basso rispetto a quello che si stava realizzando- ha spiegato in conferenza stampa il ministro -. In realtà riprenderebbe uno studio proposto alcuni anni fa, cioè la realizzazione di un tunnel di 5.600 metri da Panice inferiore a Vievola.  Dobbiamo prima di tutto capire quale sarebbe l’impatto, perché si tratta di un’opera transfrontaliera che coinvolge noi e la Francia”. Il tunnel di Tenda, visto l’accaduto, sarà probabilmente commissariato (procedura che prevede un decreto da parte del Ministero dell’Economia, poi un passaggio in Parlamento e infine la nomina del commissario), ma questo “non significa che intanto l’Anas non si stia muovendo – ha assicurato la DeMicheli -: ha già avuto i primi confronti con i colleghi francesi: l’opera è di fondamentale importanza, ma anche imponente e costosa. Dobbiamo tutti fare attente valutazioni”.
Se non si può viaggiare su ruote allora rimane l’opzione ferro: la seconda richiesta arrivata al ministro riguarda proprio la ferrovia transnazionale e il suo potenziamento. “La tratta completa sarà ripristinata entro febbraio. La stagione e il rischio di maltempo non ci aiutano, stiamo valutando eventualmente come accelerare i tempi. Sul fronte rafforzo: valuteremo alcune proposte insieme a Rfi e poi le condivideremo con la Francia. Serve la volontà (e i soldi, ndr) di tutti e due i Paesi”.