Verso un nuovo Dpcm: limitazione tra regioni e zone rosse

Alcune delle misure illustrate dal premier Conte in Piemonte sono già in vigore

Non sarà un lockdown nazionale, ma cresceranno ancora le restrizioni. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta lavorando ad un nuovo Dpcm che sarà firmato probabilmente domani (martedì 3 novembre) e che oggi ha illustrato nei punti più salienti alla Camera dei Deputati.
Il nuovo decreto conterrà alcune misure valide su tutto il territorio nazionale, ma ce ne saranno altre (via via più stringenti) che saranno in vigore invece solo in alcune regioni: "indicheremo 3 aree con tre scenari di rischio e misure via via più restrittive - ha spiegato Conte -. L'inserimento di una Regione avverrà con un'ordinanza del ministro della Salute". Il Piemonte, attualmente, ha un alto coefficiente Rt (indice di contagio): questo fa presumere che il nostro territorio dovrà sottostare ai provvedimenti più rigidi.
Tra le regole valide per tutti ce ne sono alcune che in Piemonte erano già in vigore a seguito di ordinanze regionali: la didattica a distanza per il 100% degli studenti delle scuole superiori, la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana e il carico al massimo al 50% della capienza sui mezzi pubblici. Si aggiungono: stop a mostre e musei, chiusura di sale gioco e bingo, sale scommesse e sale videogame. Ci saranno anche un limite alla circolazione delle persone la sera (l'orario non è ancora stato indicato, per il Piemonte comunque è già in vigore lo stop alla circolazione dalle 23 alle 5), il blocco degli spostamenti fra le regioni con elevati coefficienti di rischio, (fatto salvo motivi di lavoro, studio, salute o necessità).

"Siamo consapevoli della rabbia e della frustrazione dei cittadini - ha detto il Premier -. La priorità, oggi come la scorsa primavera, è la difesa della vita umana e della salute, che costituisce una precondizione per il godimento di tutti gli altri diritti costituzionalmente garantiti. Siamo coscienti delle profonde ripercussioni che le restrizioni avranno inevitabilmente sulla situazione economica e sui redditi. Ma non ci può essere nessun dilemma tra la protezione della salute individuale e collettiva e la difesa della nostra economia. Tanto più saremo efficaci nel piegare la curva dei contagi, tanto più potremo rallentare le restrizioni".