Fossano, il Parco fluviale accende anche il dibattito sul Dup

È stato uno dei punti caldi della discussione in Consiglio comunale sul Documento unico di programmazione

Fiume Stura

Passa il Dup in Consiglio comunale. È il Documento unico di programmazione, vale per gli anni 2021-2023 ed è - come ha ricordato l’assessore alle Finanze Angelo Lamberti - “il presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione”. L’assemblea lo ha votato lunedì sera con il sì della maggioranza e delle liste Ballario e con l’astensione delle liste Cortese dovuto anche a contrasti sul destino del Parco fluviale.

Ampio il dibattito, favorito da un documento molto voluminoso che si presta a diverse letture. Dario Tallone, il sindaco, ci ha visto gli investimenti sulla sicurezza (video-sorveglianza, illuminazione pubblica, scuole), sullo sport (contributi alle associazioni, nuovo campo da calcio), sulle manutenzioni (riasfaltature), sulla tecnologia (fibra ottica, con il grazie di Paolo Cortese, dirigente del Vallauri), sulle piste ciclabili (l’ultimo tratto di viale Regina Elena, fino a congiungersi con strada della Creusa). Giorgio Bergesio, capogruppo Lega, quelli per potenziare il personale e i servizi al cittadino (ad esempio le spese per il verde) senza indebitare il Comune e senza incrementare la pressione fiscale. Vincenzo Paglialonga (Pd) ha invece guardato il bicchere mezzo vuoto invitando a prendere il considerazione le “prospettive di medio periodo” alla luce di una pandemia i cui effetti si vedranno ben oltre il 2021. Dunque, a suo giudizio, sarebbe necessario ridurre ulteriormente la spesa discrezionale (come quella per gli eventi estivi) e fissare un elenco di priorità negli investimenti in opere pubbliche, per non disperderli in mille rivoli.

Un po’ a sorpresa, nel dibattito del Dup, è entrato anche il tema controverso del Parco fluviale. Ce lo ha portato l’ex assessore Paolo Cortese segnalando come la valorizzazione del Parco rientri tra gli obiettivi operativi del documento quando invece è risaputa la volontà dell’Amministrazione di restarne fuori non firmando la convenzione. “Fatichiamo a vedere la coerenza - ha dichiarato -. Firmare la convenzione sarebbe un’occasione straordinaria per la città, anche perché intravedo una messe di risorse in arrivo da Ue e dal Governo nazionale proprio sul tema ambientale”. L’intervento di Cortese ha innescato la reazione dell’assessore all’Ambiente Giacomo Pellegrino, che ha ribadito le sue ragioni. “Non so se si voglia far finta di non capire le nostre argomentazioni - ha detto -. Noi vogliamo un parco fluviale fruibile, bello, sicuro. L’ambiente non è una prerogativa della sinistra. Ma non siamo tranquilli sulla governance. Il Parco Gesso e Stura non è autonomo, non ha un CdA proprio, il direttore generale ha funzioni politiche. E noi non vogliamo entrare in una struttura gestita da funzionari di altre città (Cuneo - ndr)”. Tesi già note, che hanno provocato la risposta di Cortese: “In Italia ci sono 25 parchi, la quasi totalità ha la governance del nostro. Ne fanno parte 14 Comuni, per 70 km di fiume, 5.500 ettari, 120 mila residenti. Ha già ricevuto 5 milioni di euro di finanziamenti e potrebbe averne molti di più. Con chi la vogliamo fare la nostra governance? Non possiamo farci il Parco per conto nostro. Diciamo piuttosto alla città che non lo vogliamo”.

In quello che, al momento, è un dialogo tra sordi, resta aperto un piccolo spiraglio. Lo ha lasciato intravedere il senatore Bergesio ribadendo la disponibilità a “un confronto sereno, costruttivo e pacato in Commissione”. Presto sapremo se e come si concretizzerà.